Il Santo Principe Credente Dovmont (Domant) di Pskov, il principe Nalshinaysky (Nalshansky) era originario della Lituania ed all’inizio professava con zelo il paganesimo. Nel 1265 fuggendo dalla guerra civile dei principi lituani, giunse a Pskov con altre trecento famiglie del suo Paese. La terra di Pskov, divenne quindi la sua seconda casa, dove, quando, con tutto il suo seguito, ricevette il santo Battesimo, col nome di Timoteo, fu onorato di grandi doni dal Signore, come scrissero gli agiografi:
“La grazia di Dio, soffiò su di lui”.
Un anno dopo, per il suo valore e le Virtù veramente Cristiane, il popolo di Pskov, lo elesse come principe. Per trentatrè anni governò la città ed è stato l’unico principe nell’intera storia di Pskov, che è riuscito a farla vivere in pace ed armonia per così tanto tempo. Era giusto e seguiva rigorosamente la giustizia degli altri, faceva generosamente l’elemosina, accettava i poveri ed i vagabondi, onorava con riverenza le festività religiose, patrocinava chiese e monasteri e fondò lui stesso un monastero in onore della Natività della Santissima Theotokos. Attraverso il matrimonio con la figlia del Granduca Dimitri, nipote del Santo Principe Credente Alexander Nevsky, s’imparentò con la famiglia granducale russa. Nel 1268, il principe Dovmont, fu uno degli eroi della storica battaglia di Rakovor, dove l’esercito russo, sconfisse le truppe danesi e tedesche. Prima di ogni battaglia, San Dovmont, andava al tempio, poneva la sua spada ai piedi del sacro trono e riceveva la benedizione del padre spirituale, che cingeva la sua spada. San Dovmont rese inespugnabile la fortezza di Pskov ed in memoria del glorioso difensore della città, il muro difensivo in pietra, eretto dal santo principe vicino a Krom, alla fine del XIII secolo fu chiamato Dovmontova ed il territorio racchiuso dal muro, è tuttora chiamato città di Dovmontova. Il santo protettore della “Casa della Santissima Trinità” aveva un’altra pia usanza: in segno di gratitudine al Signore, nel cui nome riportò tante vittorie, non conoscendo la sconfitta, il credente principe Dovmont, fece erigere chiese accanto al Cremlino, in onore del santo commemorato nel giorno di ogni battaglia vttoriosa. Anche altri residenti di Pskov, vi costruirono templi secondo voti speciali,mtanto che una piccola area dell’attuale città di Dovmontov, era completamente ricoperta di templi e la prima chiesa in suo onore, vi venne costruita nel 1574. Il valoroso principe guerriero ottenne la sua ultima vittoria il 5 marzo 1299 sulle rive del fiume Velikaya, dove sconfisse un grande esercito tedesco, con una piccola squadra. I cavalieri livoniani attaccarono inaspettatamente l’insediamento vicino a Pskov, catturarono i monasteri suburbani di Snetnogorsky e Mirozhsky e li bruciarono, reprimendo crudelmente gli abitanti ed uccidendo il fondatore del monastero di Snetnogorsk, il monaco Joasaph con altri diciassette monaci ed il monaco Basilio, abate di Mirozh. Il Santo Principe Dovmont, senza aspettare che si radunasse il grande esercito di Pskov, uscì per incontrare il nemico con solo il suo seguito e scacciò i bestemmiatori dalla terra russa. Pochi mesi dopo, il Santo nobile Principe Dovmont-Timofey morì e venne sepolto nella Cattedrale della Trinità, di Pskov. Subito dopo la morte, iniziò la sua venerazione come santo intercessore davanti a Dio, per la protezione contro nemici e disastri. Più di una volta, anche dopo la morte, il santo principe ha difeso Pskov. Ad esempio, nel 1480, quando più di centomila tedeschi assediarono la città, apparve in sogno ad un cittadino e gli disse:
“Prendi la copertura della mia bara, circondala tre volte intorno alla città con croci e non avere paura.”
Gli Pskoviani, eseguirono le sue istruzioni ed i tedeschi si ritirarono dalla città. Dopo questa miracolosa liberazione dai nemici, venne appesa, accanto alle reliquie del nobile principe nella Cattedrale della Trinità, appesa la sua spada da battaglia, oggi conservata nella Riserva – Museo Storico, Artistico ed Architettonico di Pskov, che veniva presentata nella Chiesa della Santissima Trinità, a tutti i principi di Pskov, al momento della loro intronizzazione.