Martedì 8 Luglio 2025 Santa Febronia, Vergine e Martire

Durante la persecuzione di Diocleziano, a Sibapoli, in Siria, vi era un celebre monastero di Vergini, con più di cinquanta religiose, unicamente occupate alle divine lodi. La superiora chiamata Brienna, nobile e di molta virtù, aveva presso di sé una nipote di diciannove anni, di nome Febronia, che era di una rara bellezza e di ancor più grande virtù. Per questo la zia l’accudiva con tanta cura e non la faceva vedere a nessuno. Febronia sin dalla sua infanzia aveva del resto deciso di non avere altro sposo che Gesù Cristo e per questo, fattasi religiosa conduceva una vita tutta santa. Digiunava quasi tutto l’anno cibandosi solo di pane e radici, o legumi. Dormiva su una tavola molto stretta e sovente anche sulla nuda terra. Sapendo che vi era nel monastero una giovane di gran bellezza e di una rara virtù, più persone avevano tentato di vederla e parlarle, ma sempre in vano. Ma una giovane vedova di gran nobiltà, chiamata Ieria che era ancora catecumena, tanto pregò e pianse ai piedi della superiora, che la medesima le promise di farla parlare con Febronia, ma siccome quest’ultima difficilmente sarebbe stata disposta a parlare ad una persona non consacrata, Ieria, venne fatta vestire con l’abito monacale. E così Febronia, le parlò con tanto spirito di amor divino, che Ieria, dopo quel discorso subito prese il battesimo e fece battezzare tutta la sua famiglia e rinunziando alle seconde nozze, a cui prima pensava, pensò solo a vivere per Dio. Poco dopo questa conversione giunse la notizia che l’imperatore Diocleziano mandava a Sibapoli, il prefetto Lisimaco, con Seleno, suo zio con l’ordine di sterminare tutti i Cristiani. Lo spavento dei Fedeli fu grande ed il vescovo vedendo il pericolo per le vergini, se fossero restate nel monastero, permise loro di uscirne. Ma la superiora disse che, sebbene lasciava a tutte la libertà di uscire, ella voleva però restare nel convento ad aspettare il suo martirio. Anche Febronia decise di restare con la zia. Lisimaco peraltro, essendo figlio di una madre Cristiana favoriva i cristiani e per questo l’imperatore Diocleziano l’aveva destinato proconsole in Oriente affiancandogli Seleno suo zio, nemico mortale dei Cristiani ed anche se il comando delle truppe era affidato a Primo, questi aveva tuttavia l’ordine di seguire i consigli di Seleno, che vennero eseguiti prima a Palmira, colla morte d’innumerabili Cristiani. Poi i pagani avvisarono Seleno, che vi era quel monastero di vergini Cristiane, dove venne subito inviata una compagnia di soldati, che avendo aperte a forza le porte del convento si trovarono davanti Febronia, che si era buttata ai loro piedi pregandoli di farla prima vittima, nel nome di Gesù Cristo. Nel frattempo arrivò anche il comandante Primo, che avendo visto la bellezza di Febronia, andò a trovare Lisimaco, il quale era un giovane di vent’anni e gli disse di aver trovato nel monastero una giovane molto vaga, ma che dall’aria sembrava nobile e che la riteneva molto adatta come sua sposa. Ma un soldato che aveva ascoltato questo dialogo andò a dire a Seleno, che Primo, voleva far sposare suo nipote con una vergine Cristiana. Seleno ordinò subito che gli fosse condotta Febronia. La sua buona zia, le disse abbracciandola:

“Andate, mia figlia e fatevi conoscere degna sposa di Gesù Cristo.”

Seleno chiese a Febronia, se fosse libera ed essa rispose di essere serva di Gesù Cristo Salvatore e Dio. Seleno, cercò di convincerla ad abiurare la propria Fede e a sacrificare agli dei così da poter contrarre le nozze con suo nipote Lisimaco, per diventare una delle prime dame dell’impero. La Santa rispose a queste offerte:

“Signore, vi prego, disse, non mi private di queste gioie, le più belle che abbia portate in mia vita. In quanto poi alle nozze che mi proponete, io sono consacrata al mio Dio; onde non occorre offrirmi i giovani della terra. Sono poi cristiana; come posso venerare i demonj? E sappiate che per la mia fede son pronta a soffrire tutti i tormenti.”

Seleno, adirato ordinò allora che la Santa fosse straziata coi flagelli, ma in quel supplizio Febronia, non fece altro che pregare Dio. Seleno, sentendosi insultato dalla santa, la fece stendere sopra una graticola di ferro, dove la fece bruciare a fuoco lento, ma la Santa, non faceva altro che ringraziare Gesù Cristo, di farla degna di patire per suo amore. Il tiranno non contento di quei tormenti, le fece inoltre spezzare tutti i denti e strappare dal petto le mammelle. Ma non avendo tutti quei supplizi, minimamente indebolita la costanza di Febronia, le fece troncare la testa e così la santa compì il suo martirio, che tuttavia operò subito il miracolo della conversione di Primo e Lisimaco, seguita da quella di molti altri, dovuta, anche alla morte di Seleno, quasi in contemporanea con quella della Santa e secondo la tradizione dovuta proprio a questa. Le fonti agiografiche di Febronia, infatti, riportano che Seleno, divenuto furioso per non essere riuscito a piegare la Santa, malgrado il martirio, si fosse messo a battere la testa ad un pilastro, rompendosela. Lisimaco, ormai libero di decidere essendo morto Seleno ordinò al comandante Primo, di far chiudere il corpo di Santa Febronia, in una ricca cassa e darle onorevole sepoltura.

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