Sabato 16 Novembre 2024 San Matteo Evangelista

Oggi 16 Novembre, si ricorda San Matteo Evangelista, considerato il patrono della Guardia di Finanza, dei banchieri, dei doganieri, dei contabili e dei ragionieri. La ragione di questi particolari patronati, sta nella parte della sua vita che precede la chiamata di Gesù e nel mestiere che praticava prima di diventare uno dei Dodici Apostoli. In quell’epoca Matteo, infatti, era un esattore delle tasse, un pubblicano. Nella società ebraica, avere a che fare col denaro romano, era considerato un peccato. Per aggirare questo problema, i pubblicani erano soliti anticipare il denaro delle tasse ai funzionari imperiali inviati con questo scopo, riscuotendo i tributi al popolo in un secondo momento. Per questa ragione erano considerati delle figure molto odiate e dei peccatori disprezzati da tutti. Avendo a che fare con l’oro dei romani su cui era impressa l’effigie dell’imperatore erano in qualche modo degli idolatri. Matteo era dunque un pubblicano che viveva a Cafarnao, un’antica città, della Galilea. A parte la sua professione, le informazioni bibliografiche su Matteo sono molto esigue e non si sa molto della sua vita. Ciò che sappiamo di lui risale all’incontro con Gesù, che ha cambiato la sua esistenza e che viene raccontato nei Vangeli di Luca e Marco, nei quali, si legge appunto dell’incontro di Cristo, con un pubblicano.

Nel vangelo di Luca 5,27 leggiamo:

“Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».”

Nel Vangelo di Marco 2,14 leggiamo:

“Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì.”

Se osserviamo il racconto dello stesso episodio nel vangelo di San Matteo 9,9, troviamo scritto:

“Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.”

Da queste parole, è possibile immaginare, che Levi e Matteo, siano la stessa persona. È probabile, che il pubblicano Levi, quando ha ricevuto la chiamata per diventare Apostolo, abbia cambiato nome, proprio come fecero Simone, diventato Pietro, e Saulo, diventato Paolo. Non a caso il significato del nome Matteo significa Dono di Dio. Con un semplice “Seguimi” Gesù, infatti, ha cambiato radicalmente la vita di Matteo. Senza alcuna parola si alzò dal proprio banco e lo seguì, abbandonando la sua vecchia esistenza per andare incontro a qualcosa di nuovo, solo perché lui gli ha chiesto di farlo. A partire da quell’istante, San Matteo diventa a tutti gli effetti uno dei Dodici Apostoli, insieme ai quali partecipò all’elezione di Mattia, scelto per sostituire Giuda Iscariota e alla discesa sulla folla, dello Spirito Santo, durante la Pentecoste. In seguito, come ciascuno degli Apostoli, iniziò a diffondere la Buona Novella, a cominciare dalla Palestina e in ogni luogo che riuscì a raggiungere. La Chiesa lo venera come martire, anche se alcune tradizioni sostengono che la sua morte fu di tipo naturale. Come racconta la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, il viaggio di San Matteo lo condusse fino in Etiopia, dove riuscì a convertire il re Egippo, per aver fatto risorgere miracolosamente sua figlia Ifigenia. Grazie a questo miracolo e dalla promessa di tutelare la virtù della ragazza, dalla corte dello zio Irtaco, che la voleva in sposa, San Matteo ha incontrato la morte. Irtaco, infatti, avrebbe inviato un sicario per trafiggerlo con una spada per ordine del re vendicativo, durante la celebrazione della messa. All’interno del vangelo di San Matteo, possiamo incontrare diverse controversie. Gli studi sulla Bibbia dal XVIII secolo, hanno messo in dubbio che a scriverlo sia stato San Matteo. Si pensa che possa essere stato scritto da un autore anonimo Cristiano, della fine del I secolo, che si sarebbe basato, in parte sul Vangelo secondo Marco ed in parte sulla fonte Q, che è una raccolta di detti di Gesù ed è stata utilizzata come base narrativa per la scrittura dei vangeli sinottici. Secondo un’altra scuola di pensiero, invece, il vangelo di Matteo, è stato il primo ad essere scritto, fornendo lo spunto per quelli di Luca e Marco. Infine, il fatto che il vangelo di Matteo, è quello più vicino all’ebraismo, ha insinuato il dubbio che in realtà, l’autore fosse un ebreo cristiano. Al di là dei dubbi riguardanti la sua attribuzione, quello di Matteo è il Vangelo sinottico, più esteso, essendo composto da ventotto capitoli, rispetto ai sedici di Marco, i ventuno di Giovanni ed ai ventiquattro di Luca. Al suo interno si parla della nascita di Gesù, della Sua infanzia, della predicazione e della missione tra gli uomini. Inoltre, vi possiamo trovare i cinque discorsi sul Regno dei Cieli ed i racconti della Sua Morte e Risurrezione. La prosa ritmica e la poetica con cui è stato scritto, hanno reso il Vangelo secondo Matteo, una lettura facile e piacevole rispetto a quella degli altri vangeli sinottici.

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