Domenica 30 Marzo 2025 San Giovanni Climaco Abate

Oggi la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica, commemorano San Giovanni Climaco Abate. In greco, “Climaco” significa “Quello della Scala”. Così, venne soprannominato Giovanni, monaco ed abate, dopo aver scritto una famosissima guida spirituale in greco: “Klimax tou Paradeisou” vale a dire la “Scala del Paradiso”. Tuttavia, malgrado l’importanza di questa sua opera, su di lui abbiamo scarse notizie agiografiche. Sono, infatti, incerte le date di nascita e di morte e sconosciuta la famiglia di origine, anche se sappiamo che aveva un fratello, Giorgio, anche lui monaco. Giovanni, visse in un periodo storico nel quale, l’Italia, era spartita tra i Longobardi e l’Impero d’Oriente. I rissosi discendenti di Clodoveo, sono, infatti, padroni dell’antica Gallia, che ormai è diventata Francia, la terra dei Franchi, mentre i re visigoti governano la Spagna. E questo è anche il periodo in cui, dall’Arabia profonda, emerge la figura di Maometto. In questo contesto troviamo Giovanni, ventenne, nella penisola del Sinai, monaco tra molti altri, chi legato ad un centro di vita comune, chi invece isolato in preghiera solitaria. Lui sperimenta entrambe le forme di vita, e poi si stabilizza nel monastero di Raithu, nel sud-ovest della regione. Ma verso i sessant’anni, lo chiamano a guidare come abate un altro grande e più famoso cenobio: quello del Monte Sinai. E lì, stimolato dall’abate di Raithu, porta a termine la “Scala” che diventerà popolarissima e verrà tradotta in arabo, armeno, latino, siriaco e slavo. Giovanni, non si muove dal monastero, dove insegna a viva voce privilegiando la trasmissione orale della tradizione, ma la sua fama percorre tutto il mondo Cristiano raggiungendo sempre nuovi e sconosciuti discepoli, sia in Oriente, che in Occidente, grazie al libro con i suoi insegnamenti scritti, che non cercano davvero la popolarità facile e non fanno sconti a nessuno. Se qualcuno, infatti crede che fare il monaco sia solo un passatempo per i devoti, Giovanni, lo raddrizza bruscamente. La vita del monaco, scrive, infatti, dev’essere:

“una costrizione incessante sulla natura e una costante influenza sui sensi”.

Ma Giovanni Climaco, suscita pure grandiose speranze quando afferma che le lacrime del pentimento hanno quasi, il valore di un nuovo battesimo. Alla “Scala” egli aggiunge poi un breve testo guida per i superiori, forse ispirato ad un’opera simile: la “Regula pastoralis” di papa Gregorio Magno, tradotta in greco ad Antiochia. Lo stesso Papa Gregorio, fa in tempo a conoscere Giovanni da lontano e gli scrive una lettera di elogio, aiutandolo a ingrandire un suo ospizio per pellegrini, mandandogli il denaro necessario per quindici nuovi letti e fornendo direttamente le coperte. La “Scala” è tuttora ricercata e studiata, per l’efficace chiarezza della sintesi dottrinale e per il valore delle esperienze di Giovanni Climaco, in prima persona. Secondo studi recenti, egli sarebbe morto nel 649 anche se come detto, non è certo. Sicuro e stimolante invece, resta il fatto che su di lui e sul suo valore teologico e spirituale, i Cristiani d’Oriente e d’Occidente sono stati sempre concordi ed ancora oggi celebrano la sua memoria nello stesso giorno.

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