{"id":1130,"date":"2025-04-07T20:55:32","date_gmt":"2025-04-07T20:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/?p=1130"},"modified":"2025-04-07T20:55:32","modified_gmt":"2025-04-07T20:55:32","slug":"lunedi-7-aprile-2025-lannunciazione-della-madre-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2025\/04\/07\/lunedi-7-aprile-2025-lannunciazione-della-madre-di-dio\/","title":{"rendered":"Luned\u00ec 7 Aprile 2025 +++ L&#8217;Annunciazione della Madre di Dio +++"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">L&#8217;Annunciazione della Santissima Madre di Dio e Sempre Vergine Maria, \u00e8 una delle poche feste che troviamo in Quaresima nella tradizione bizantina. Della festa abbiamo testimonianze precise a Costantinopoli, attorno al 530 ed anche Romano il Melode, le dedica nel VI secolo un kont\u00e0kion. Allo sviluppo della festa contribuirono le omelie antiariane, che sottolineano, accanto all&#8217;umanit\u00e0 di Cristo, anche la sua divinit\u00e0 eternamente sussistente in Dio e l&#8217;omiletica siriana, che sottolinea con forza il parallelo tra Eva e Maria. A Roma, la festa venne introdotta da Papa Sergio I (687-701) non a caso di origine siriaca, con una celebrazione liturgica a Santa Maria Maggiore ed una processione. Sin dall&#8217;inizio la festa venne celebrata sempre nel periodo quaresimale, un tempo dunque, che esclude qualsiasi solennit\u00e0. Nel 692 il quarto concilio di Costantinopoli, prescrisse per\u00f2 di celebrare con tutta solennit\u00e0 la festa e cos\u00ec nelle Chiese Bizantine, si svilupp\u00f2 un sistema di rubriche liturgiche, che cercano di combinare l&#8217;Annunciazione, con le ufficiature quaresimali e con quelle della Settimana Santa. La festa ha come tema portante, l&#8217;annuncio dell&#8217;Incarnazione del Verbo di Dio e la gioia che ne scaturisce. In molti dei tropari ricorre quasi come un ritornello l&#8217;esortazione &#8220;gioisci&#8221; per esprimere una gioia che non ha niente di superficiale, bens\u00ec nasce dalla consapevolezza della salvezza che ci viene data in Cristo, in una festa che cerca di coinvolgere tutta la creazione nella lode e nella contemplazione del mistero celebrato. I tropari sono un intreccio di citazioni bibliche, soprattutto veterotestamentarie, profezie che annunciano il Cristo e che la tradizione patristica ha letto sempre in chiave cristologica. Questa stessa accentuazione cristologica, \u00e8 gi\u00e0 in tutti i titoli dati a Maria, legati al mistero dell&#8217;Incarnazione del Verbo di Dio e della divina maternit\u00e0 di Maria: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Gioisci, terra non seminata; gioisci, roveto incombusto; gioisci abisso imperscrutabile; gioisci, ponte che fa passare ai cieli e scala elevata contemplata da Giacobbe; gioisci, divina urna della manna; gioisci, liberazione dalla maledizione; gioisci, ritorno di Adamo dall&#8217;esilio: il Signore \u00e8 con te&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro tema che torna nei testi liturgici, \u00e8 l&#8217;accostamento di meraviglia e dubbio in Maria: meraviglia di fronte a quello che le viene annunciato e dubbio, non tanto di fronte a quello che dovr\u00e0 avverarsi, bens\u00ec di non essere di nuovo ingannata come Eva, da qualcuno che annuncia grandi cose col suo &#8220;sarete come Dio&#8221;. Un altro accostamento di meraviglia e stupore, \u00e8 applicato dalla liturgia, anche all&#8217;Arcangelo di fronte al contenuto dell&#8217;annuncio, con una serie di affermazioni cristologicamente contrastanti, molto simili ai temi degli Inni di sant&#8217;Efrem il Siro:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;L&#8217;inafferrabile che \u00e8 nel pi\u00f9 alto dei cieli, nasce da una vergine! Colui che ha il cielo per trono e la terra come sgabello si rinchiude nel grembo di una donna! Colui che i serafini dalle sei ali non possono fissare, si compiace di incarnarsi da lei. Colui che qui \u00e8 presente \u00e8 il Verbo di Dio&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le letture del vespro sono prese dall&#8217;Antico Testamento, pericopi che gi\u00e0 tutta la tradizione patristica di oriente ed occidente legge in chiave cristologica: la scala di Giacobbe (Genesi, 28, 10-17); la porta chiusa da dove passa soltanto il Signore (Ezechiele, 43, 27 &#8211; 44, 4); la casa costruita dalla sapienza di Dio (Proverbi, 9, 1-11). Il tropario della festa riassume in modo breve e chiaro il tema di fondo della celebrazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Oggi \u00e8 il principio della nostra salvezza e la manifestazione del mistero nascosto da secoli: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine, e Gabriele porta la buona novella della grazia. Con lui dunque acclamiamo alla Vergine: Gioisci, piena di grazia, il Signore \u00e8 con te&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei testi dell&#8217;ufficiatura del mattutino, \u00e8 di un autore bizantino, Teodoro Grapto (778-845), vissuto in piena controversia iconoclasta. L&#8217;opera, \u00e8 un acrostico e si svolge servendosi di un genere letterario che gi\u00e0 Efrem, usa spesso, cio\u00e8 quello del dialogo o disputa tra due personaggi, in questo caso tra l&#8217;Arcangelo e la Madre di Dio, a strofe alterne. L&#8217;autore riprende il tema accennato gi\u00e0 al vespro, la meraviglia dello stesso Arcangelo, per quello che deve annunciare e lo stupore e la paura della Vergine, che come detto, ha paura di essere ingannata di nuovo come Eva. L&#8217;ultimo dei tropari del mattutino riassume, infine, il mistero della nostra salvezza, gi\u00e0 manifestato nei Vangeli e nella tradizione patristica:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Il mistero che \u00e8 dall&#8217;eternit\u00e0 \u00e8 oggi rivelato, e il Figlio di Dio diviene figlio dell&#8217;uomo, affinch\u00e9, assumendo ci\u00f2 che \u00e8 inferiore, possa comunicarmi ci\u00f2 che \u00e8 superiore; Dio diviene uomo per rendere Adamo Dio&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella Divina liturgia della festa, si leggono due brani, dalla lettera agli Ebrei (2, 11-18) e dal vangelo di Luca (1, 24-38). &#8220;E l&#8217;angelo and\u00f2 via da lei&#8221;. Questo versetto che chiude la pericope dell&#8217;Annunciazione fa sempre impressione, scatenando una domanda: il Signore ci annuncia la sua buona novella e poi ci lascia? No, non \u00e8 l&#8217;abbandono, n\u00e9 la solitudine, che dobbiamo leggere nel vangelo di Luca, ma il fatto che nella nostra vita Cristiana, siamo chiamati a dare una risposta, con la nostra responsabilit\u00e0 e maturit\u00e0, umana e Cristiana alla sua chiamata, attraverso la nostra buona volont\u00e0 di servirlo ed il nostro libero arbitrio di preferirlo al Maligno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Annunciazione della Santissima Madre di Dio e Sempre Vergine Maria, \u00e8 una delle poche feste che troviamo in Quaresima nella tradizione bizantina. Della festa abbiamo testimonianze precise a Costantinopoli, attorno al 530 ed anche Romano il Melode, le dedica nel VI secolo un kont\u00e0kion. 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