{"id":1451,"date":"2025-05-31T12:32:14","date_gmt":"2025-05-31T12:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/?p=1451"},"modified":"2025-06-11T12:58:47","modified_gmt":"2025-06-11T12:58:47","slug":"sabato-31-maggio-2025-san-teodoto-martire-e-le-7-sante-martiri-da-egli-ritrovate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2025\/05\/31\/sabato-31-maggio-2025-san-teodoto-martire-e-le-7-sante-martiri-da-egli-ritrovate\/","title":{"rendered":"Sabato 31 Maggio 2025 San Teodoto Martire e le 7 Sante Martiri da egli ritrovate"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;unica agiografia di San Teodoto, venne scritta da un certo Nilo, il quale fu grande amico di Teodoto e a suo dire, testimone oculare delle cose narrate. Ne riportiamo integralmente alcuni brani nell&#8217;italiano volgare delle prime traduzioni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;San Teodoto era di Ancira, capitale della Galazia. Era egli ammogliato ed esercitava il basso mestiere di tavernaio. Quantunque poi la vita che menava in quella citt\u00e0, fosse una vita comune agli occhi degli uomini; nondimeno ella era santa al cospetto di Dio. Poich\u00e9 egli, ammaestrato nel timore di Dio da una santa vergine per nome Tecusa, sin da giovine pratic\u00f2 la temperanza, la castit\u00e0 ed anche la mortificazione della carne con digiuni ed opere afflittive ed amando di esser povero, dispensava a&#8217; poveri quanto poteva. La sua taverna era l&#8217;albergo de&#8217; bisognosi, lo spedale degl&#8217;infermi e la scuola della piet\u00e0 e della religione. Egli liber\u00f2 molti dal fango dell&#8217;impudicizia e da altri vizj, e trasse anche alla fede molti gentili e giudei: s\u00ec che non pochi usciti da questa scuola giunsero alla gloria del martirio. Ed egli giunse a far miracoli anche in vita, specialmente con guarire gl&#8217;infermi, imponendo su di loro le mani, ed invocando il nome di Ges\u00f9. Ardeva a suo tempo la persecuzione di Diocleziano e di quella provincia era ministro il governatore Teotecno, uomo crudele, il quale comand\u00f2 che per tutti i luoghi si demolissero le chiese e si uccidessero tutti quei che voleano seguitar Ges\u00f9 Cristo. Onde i gentili animati dalla crudelt\u00e0 del governatore entravano per le case de&#8217; cristiani e ne portavano quanto voleano e chi si lamentava era trattato da ribelle. Tutto il giorno si vedeano mettere in prigione i fedeli ed anche le donne nobili erano strascinate per le strade: onde molti si nascosero nelle caverne e ne&#8217; boschi riducendosi a vivere di erbe come bestie. Teodoto rest\u00f2 in Ancira, dove non attendeva che ad assistere ai cristiani carcerati, a sovvenire i bisognosi ed anche a seppellire i corpi de&#8217; martiri. Di pi\u00f9, perch\u00e9 il governatore avea proibito di vendere il pane e il vino a chi non fosse idolatra, Teodoto, ne provvedea i poveri, ed anche somministrava a&#8217; sacerdoti il pane e vino che serviva per le messe; sicch\u00e9 la sua taverna era divenuta ai cristiani il loro tempio e il loro rifugio per la carit\u00e0 di Teodoto. In questo tempo sapendo egli che un certo Vittore suo amico era stato carcerato per cagion della fede and\u00f2 a trovarlo di notte, e l&#8217;anim\u00f2 dicendo: <strong>&#8220;Un cristiano non dee avere altra cura che di mantenersi fermo nella sua fede.&#8221;<\/strong> E sapendo che gli erano state promesse grandi cose, se sacrificava agli dei, gli soggiunse: <strong>&#8220;Credimi, Vittore mio, che le promesse degli empj non tendono che alla nostra perdizione e ci addormentano per non farci vedere la morte eterna a cui ci conducono.&#8221;<\/strong> Vittore animato da queste parole and\u00f2 con coraggio al luogo de&#8217; tormenti. Ma dopo averli sofferti per qualche tempo, chiese tempo per deliberare. onde fu ricondotto alla prigione, dove tra poco mor\u00ec per li tormenti gi\u00e0 patiti lasciando cos\u00ec gran dubbio della sua eterna salute, con gran dolore di Teodoto. Dopo ci\u00f2 Teodoto si abbatt\u00e9 con un sacerdote per nome Frontone in un certo luogo di campagna chiamato Malo, e gli disse che quel luogo gli parea molto a proposito per collocarvi le reliquie de&#8217; martiri. Rispose il prete che prima di cominciarvi la fabbrica bisognava procurare le reliquie. Allora disse Teodoto: <strong>&#8220;Questa sar\u00e0 cura di Dio; pensate voi a fabbricarvi la chiesa perch\u00e9 le reliquie verranno presto ed in pegno di questa promessa ch&#8217;io vi fo conservate questo anello.&#8221;<\/strong> E gli consegn\u00f2 l&#8217;anello che teneva al dito e licenziandosi ritorn\u00f2 ad Ancira. Indi cav\u00f2 da uno stagno, in un modo prodigioso i corpi di sette vergini, che per la fede erano state ivi gittate. Poich\u00e9 sorse un vento s\u00ec forte, che, spinte le acque alle sponde dello stagno comparvero nel fondo i corpi delle sante; onde cos\u00ec poteronsi di l\u00e0 cavare e trasportare in un vicino oratorio. Del che essendo stato poi Teodoto accusato, and\u00f2 da se stesso a presentarsi a&#8217; magistrati. Entrato che fu nella sala dell&#8217;udienza, il governatore Teotecno gli disse che se sacrificava agli dei l&#8217;avrebbe fatto primo sacerdote d&#8217;Apollo e di pi\u00f9 gli promise altri onori e altre ricchezze. Teodoto, disprezzando tutto, si pose a dimostrare al governatore le grandezze di Ges\u00f9 Cristo e l&#8217;enormit\u00e0 dei vizj che gli stessi pagani attribuivano ai loro falsi dei. Ma Teotecno irritato da tal discorso comand\u00f2 che il santo fosse steso sull&#8217;eculeo, dove i carnefici l&#8217;uno dopo l&#8217;altro per lungo tempo gli lacerarono le carni con unghie di ferro. Di pi\u00f9 il tiranno su quelle piaghe fece versare aceto ed anche applicare fiaccole ardenti. Il santo, sentendo il puzzo della sua carne bruciata, volse un poco la faccia indietro: il governatore, credendo da ci\u00f2 ch&#8217;egli cominciasse a cedere per lo dolore de&#8217; tormenti, si accost\u00f2 e gli disse: &#8220;Teodoto dov&#8217;\u00e8 quella bravura che mostravi poc&#8217;anzi? Tu non saresti ridotto a questo stato, se avessi rispettato l&#8217;imperatore. Tu sei tavernaio, di un mestiere s\u00ec vile: per l&#8217;avvenire non te la prendere pi\u00f9 cogli imperatori che hanno potest\u00e0 sulla tua vita.&#8221; Rispose Teodoto: <strong>&#8220;Se voi mi aveste arrestato per qualche delitto, allora avrei timore; ma ora nulla temo, e son pronto a patir tutto per amore di Ges\u00f9 Cristo. Inventate nuovi tormenti, il mio Signor Ges\u00f9 Cristo mi d\u00e0 forza a non farne conto.&#8221;<\/strong> Il governatore a tali parole gli fece rompere talmente le mascelle colle pietre, che il santo butt\u00f2 dalla bocca i denti rotti, e poi disse:<strong> &#8220;Quando anche mi tagliaste la lingua, Iddio esaudisce i cristiani senza che parlino.&#8221; <\/strong>Il governatore lo fece tornare in prigione ed egli passando mostrava a tutti le sue piaghe, per fare intendere a tutti la forza che comunica Ges\u00f9 Cristo a&#8217; servi suoi e diceva: <strong>&#8220;\u00c8 giusto offerirgli queste piaghe giacch\u00e9 egli le pat\u00ec prima per noi.&#8221; <\/strong>Cinque giorni appresso, stando il governatore seduto nel soglio in una piazza, fece condurvi Teodoto e gli fece riaprire le piaghe, e di nuovo lacerare i fianchi coi ferri e poi lo fece distendere sovra alcuni cocci infocati di creta rotta. Allora, il santo sentendosi penetrato sin nelle viscere da un acuto dolore, ricorse a Ges\u00f9 Cristo e lo preg\u00f2 che glielo mitigasse alquanto e da lui confortato, prosegu\u00ec a soffrire con fortezza quell&#8217;aspro tormento. Il tiranno lo fece mettere di nuovo la terza volta sull&#8217;eculeo, facendolo straziare e lacerare come prima. Ma finalmente disperato di poterlo vincere, lo condann\u00f2 a perdere la testa e ad esser bruciato il corpo dopo la morte. Giunto il santo al luogo del supplicio ringrazi\u00f2 il Signore di avergli data la grazia di superare i tormenti e lo preg\u00f2 a render la pace alla chiesa e poi rivolto a&#8217; cristiani che gli stavano d&#8217;intorno, e si struggeano in lagrime, li consol\u00f2. Volle ch&#8217;essi ancora dessero grazie a Dio per la sua vittoria ed avendo promessa loro l&#8217;assistenza in cielo delle sue orazioni, porse il collo al carnefice, e consegu\u00ec la corona. Il suo corpo fu posto sulla pira per esser bruciato, ma comparve quello risplendente di una luce s\u00ec grande, che niuno ard\u00ec di toccarlo, e fu lasciato col\u00e0 guardato da&#8217; soldati. Ora in quello stesso giorno venne in Ancira il prete Frontone, che tenea l&#8217;anello lasciatogli da Teodoto, in pegno della promessa fattagli che Dio l&#8217;avrebbe provveduto delle reliquie, per collocarle nel luogo di Malo riferito di sopra. Avvenne ch&#8217;esso prete conduceva un&#8217;asina carica di buon vino e l&#8217;asina cadde vicino al luogo ove stava il corpo del martire e cos\u00ec essendo gi\u00e0 notte, i soldati che lo guardavano sotto una capanna ivi fatta, invitarono il prete a cenare con essi. Frontone accett\u00f2 l&#8217;invito e per gratitudine fece loro parte del suo vino, dal quale ben riscaldati i soldati, si posero a dormire. Allora il prete ammirando la provvidenza divina, prese il corpo di Teodoto e rimessogli in dito il suo anello, lo caric\u00f2 sull&#8217;asina, la quale da se stessa and\u00f2 al detto luogo di Malo e si ferm\u00f2 in un sito, dove poi fu edificata una chiesa sotto il nome di San Teodoto. Il di lui martirio segu\u00ec nel principio della persecuzione di Diocleziano nell&#8217;anno 303.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;unica agiografia di San Teodoto, venne scritta da un certo Nilo, il quale fu grande amico di Teodoto e a suo dire, testimone oculare delle cose narrate. Ne riportiamo integralmente alcuni brani nell&#8217;italiano volgare delle prime traduzioni: &#8220;San Teodoto era di Ancira, capitale della Galazia. 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