{"id":438,"date":"2024-12-19T13:44:59","date_gmt":"2024-12-19T13:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/?p=438"},"modified":"2025-06-06T10:23:55","modified_gmt":"2025-06-06T10:23:55","slug":"giovedi-19-dicembre-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2024\/12\/19\/giovedi-19-dicembre-2024\/","title":{"rendered":"Gioved\u00ec 19 Dicembre 2024 San Nicola il Mirovlita"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi la Chiesa Ortodossa commemora San Nicola il Mirovlita, conosciuto in Italia, come San Nicola di Bari. Si tratta di uno dei santi pi\u00f9 venerati ed amati nel mondo Cristiano, oltre che una delle figure, con gli studi pi\u00f9 grandi nel campo dell\u2019agiografia, anche se prima dell\u2019VIII secolo nessun testo parla del luogo di nascita di Nicola, mentre tutti fanno riferimento al suo episcopato nella sede di Myra, che appare cos\u00ec come la citt\u00e0 di San Nicola, da cui l&#8217;appellativo Mirovlita. Il primo a parlare del luogo di nascita di Nicola, fu Michele Archimandrita, intorno al 710 indicando in Patara, la citt\u00e0 natale del futuro grande vescovo. Di Patara, come citt\u00e0 natale di Nicola, parlano anche il Patriarca Metodio, nel testo dedicato a Teodoro ed il Metafraste e dunque la notizia, pur verosimilmente provenendo da una tradizione orale al riguardo pu\u00f2 essere accolta con elevato grado di probabilit\u00e0. Fra il X ed il XIII secolo invece, non \u00e8 facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a fonti agiografiche ed universalit\u00e0 e vivacit\u00e0 di culto. Nicola, nacque dunque a Patara, importante citt\u00e0 della Licia, in Asia Minore, oggi posta nella provincia turca di Antalya, intorno al 260. Quel poco che conosciamo dell&#8217;infanzia di Nicola, ci viene riportato ancora, come per il dato del suo luogo di nascita, dal monaco greco Michele Archimandrita, il quale scrive, che Nicola, sin dal grembo materno era destinato a santificarsi e dunque gi\u00e0 dall\u2019infanzia, avrebbe cercato di mettere in pratica le norme che la Chiesa suggerisce a chi si avvia alla vita religiosa. Da alcuni episodi, quali la dote alle fanciulle e l&#8217;elezione episcopale, si potrebbe dedurre che i genitori, dei quali non si conoscono i nomi, fossero benestanti, se non proprio aristocratici. <br>Amante del digiuno e della penitenza, pare che Nicola, quando era ancora in fasce, gi\u00e0 osservasse le regole relative al digiuno settimanale, che la Chiesa aveva fissato al mercoled\u00ec ed al venerd\u00ec. Sempre Michele Archimandrita infatti, narra che il bimbo succhiava normalmente il latte dal seno materno ma che il mercoled\u00ec ed il venerd\u00ec, proprio per osservare il digiuno, lo faceva soltanto una volta nella giornata. Man mano che il bimbo cresceva, dava segni di attaccamento alle virt\u00f9, specialmente a quella della Carit\u00e0. Egli rifuggiva dai giochi frivoli dei bambini e dei ragazzi, per vivere pi\u00f9 rigorosamente i consigli evangelici. Molto sensibile era anche nella virt\u00f9 della Castit\u00e0, per cui, laddove non era necessario, evitava di trascorrere il tempo con bambine e fanciulle. E proprio Carit\u00e0 e Castit\u00e0, sono le due virt\u00f9 che fanno da sfondo ad uno egli episodi pi\u00f9 celebri della sua vita, al quale si sono ispirati gli artisti, specialmente quelli occidentali, per individuare il simbolo che caratterizza San Nicola. Quando si vede, infatti, una statua od un quadro raffigurante un santo vescovo dell\u2019antichit\u00e0, \u00e8 facile sbagliare sul chi sia quel santo, che potrebbe essere Agostino, Ambrogio, Basilio, Biagio, Gregorio eccetera. Ed effettivamente anche in molti libri di alta qualit\u00e0 agiografica ed artistica si riscontrano spesso di questi errori. Il devoto di San Nicola, ha per\u00f2 un segno infallibile per capire se si tratta di costui o di uno fra questi altri santi. Un vescovo che ha in mano, o ai suoi piedi, tre palle d\u2019oro, \u00e8, infatti sicuramente San Nicola, e non pu\u00f2 essere in alcun modo un altro santo. Le tre palle d\u2019oro, sono, infatti, una deformazione artistica dei sacchetti pieni di monete d\u2019oro, che sono al centro dell&#8217;episodio della sua vita cui accennavamo e che adesso riportiamo. L\u2019episodio si svolge a Mira, citt\u00e0 marittima, ad un centinaio di chilometri da Patara, ove probabilmente Nicola coi suoi genitori, si era trasferito. Secondo alcune versioni, i suoi genitori erano ormai morti ed egli era divenuto un giovane pieno di speranze e di mezzi. Secondo altre fonti, invece, i genitori erano ancora vivi e vegeti e Nicola, dipendeva ancora da loro. In ogni caso, gli giunse voce, che una famiglia, stava attraversando un brutto momento. Addirittura il capofamiglia forse un benestante caduto in grave miseria, avendo paura di non poter offrire alle figlie un decoroso matrimonio, aveva pensato di farle prostituire allo scopo di raccogliere il denaro necessario per il matrimonio. Alla notizia di un tale proposito, Nicola, decise di intervenire e di farlo secondo il consiglio evangelico di + Matteo 6, 3 +:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Quando fai l&#8217;elemosina non sappia la tua sinistra ci\u00f2 che fa la tua destra.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, voleva fare un\u2019opera di carit\u00e0, senza che la gente lo notasse e lo ammirasse. La sua virt\u00f9, infatti, doveva essere nota solo a Dio, e non agli uomini, in quanto se fosse emersa ed avesse avuto gli onori umani, avrebbe perduto il merito della sua azione. Decise perci\u00f2 di agire di notte, quando avvolte delle monete d\u2019oro in un panno, usc\u00ec di casa e raggiunse la dimora delle infelici fanciulle. Avvicinatosi alla finestra, pass\u00f2 la mano attraverso l\u2019inferriata e lasci\u00f2 cadere il sacchetto all\u2019interno. Il rumore prese di sorpresa il padre delle fanciulle, che si svegli\u00f2, raccolse il denaro e con esso, organizz\u00f2 il matrimonio della figlia maggiore. Vedendo che il padre aveva utilizzato bene il denaro da lui elargito, Nicola, volle ripetere il gesto. Si pu\u00f2 ben immaginare la gioia che riemp\u00ec il cuore del padre delle fanciulle, che aveva cercato invano uscendo dalla casa, di individuare il benefattore, per ringraziarlo. Con le monete d\u2019oro, trovate nel sacchetto che Nicola, aveva gettato nuovamente attraverso la finestra, pot\u00e9 realizzare il sogno della seconda figlia di contrarre un felice matrimonio. Intuendo la possibilit\u00e0 di un terzo gesto di carit\u00e0, le notti successive il padre cerc\u00f2 di dormire con un occhio solo, perch\u00e8 non voleva che colui che aveva salvato il suo onore, restasse per lui un perfetto sconosciuto. Una notte, mentre ancora si sforzava di rimanere sveglio, arriv\u00f2 il terzo sacchetto che, cadendo a terra, fece il classico rumore tintinnante delle monete. Stavolta malgrado il giovane Nicola, si fosse allontanato rapidamente, il padre si precipit\u00f2 fuori riuscendo ad individuarne la sagoma e rincorrendolo, lo raggiunse e lo riconobbe come uno dei suoi vicini. Nicola per\u00f2 gli fece promettere di non rivelare la cosa a nessuno. Il padre promise ma, a giudicare dalla fama di Nicola, come uomo di grande carit\u00e0, che si diffuse nella citt\u00e0 di Mira, nei giorni successivi, con ogni probabilit\u00e0 non mantenne la promessa. Nel periodo in cui visse Nicola, intorno all\u2019anno 300 anche se il Cristianesimo non era stato legalizzato nell\u2019Impero e dunque non esistevano templi cristiani, le comunit\u00e0, che si richiamavano all\u2019insegnamento evangelico erano gi\u00e0 notevolmente organizzate. I Cristiani, infatti, si riunivano nelle case di aristocratici che avevano abbracciato la nuova fede e quelle case venivano chiamate <strong>Domus Ecclesiae<\/strong> casa della comunit\u00e0. Per chiesa, infatti, si intendeva, all&#8217;epoca, diremmo giustamente, la comunit\u00e0 cristiana e non il luogo di culto. E la comunit\u00e0 partecipava attivamente all\u2019elezione dei vescovi che spesso erano quegli anziani addetti alla cura ed allo sviluppo della comunit\u00e0 stessa nella fede e nelle opere. Questi dunque divenivano capi della comunit\u00e0 e la rappresentavano nei concili, cio\u00e8 in quelle assemblee, nelle quali i vescovi avevano il compito di analizzare e risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta e quindi di varare norme che riuscissero utili ai Cristiani di una o pi\u00f9 province. Solitamente venivano eletti vescovi dei sacerdoti, non mancano per\u00f2 casi e Nicola, \u00e8 uno di questi, in cui l\u2019eletto non fu un presbitero, ma un laico, che aveva abbandonato lo stato laicale, per consacrarsi al bene della comunit\u00e0 e che attraverso l\u2019imposizione delle mani da parte dei vescovo riceveva la facolt\u00e0 di celebrare l\u2019Eucarestia, che lo distingueva dagli altri laici. Questa procedura non significava che il laico passava direttamente al grado episcopale, ma che in pochi giorni, gli venivano conferiti i vari ordini sacri, fino al presbiterato, che apriva appunto la via all\u2019episcopato. In questo contesto procedurale, si svolse l\u2019elezione a vescovo di Nicola. Essendo morto il vescovo di Mira, infatti, i vescovi dei dintorni, si erano riuniti in una Domus Ecclesiae, per individuare il nuovo vescovo da dare alla citt\u00e0. Durante la notte precedente alla riunione uno dei vescovi ebbe in sogno una rivelazione, secondo la quale, avrebbero dovuto eleggere un giovane, che per primo all\u2019alba, sarebbe entrato in chiesa ed il cui nome era Nicola. Ascoltando il racconto di questa visione, gli altri vescovi compresero che l\u2019eletto era destinato a grandi cose e durante la notte continuarono a pregare. All\u2019alba la porta si apr\u00ec ed entr\u00f2 Nicola. Il vescovo che aveva avuto la visione, gli si avvicin\u00f2 e gli chiese come si chiamasse ed avuta la risposta, lo spinse al centro dell\u2019assemblea e lo present\u00f2 agli altri vescovi, che furono tutti concordi nell\u2019eleggerlo e nel consacrarlo seduta stante come Vescovo di Mira. L\u2019episodio, forse avvenne diversamente, anche perch\u00e9, come detto, all\u2019elezione dei vescovi partecipava sempre il popolo. Ma l\u2019agiografo narrando cos\u00ec l\u2019episodio, intendeva probabilmente, esprimere il concetto che l&#8217;elezione di Nicola, era il risultato non di accordi umani, ma soltanto della\u00a0 volont\u00e0 di Dio, essendo egli stato consacrato vescovo da laico. Nel 303 l\u2019imperatore Diocleziano, decise di cambiare la sua politica di tolleranza verso i Cristiani, scatenando verso di loro una violenta persecuzione, che dur\u00f2 un decennio, fino a quando, nel 313 gli imperatori Costantino e Licinio, riunitisi a Milano, si accordarono sulle sfere d&#8217;influenza politica di ciascuno, prendendosi il primo l\u2019Occidente, il secondo l\u2019Oriente emanando anche l\u2019editto congiunto, che dava libert\u00e0 di culto ai Cristiani. Sei anni dopo tuttavia, in contrasto con la politica costantiniana filocristiana Licinio, riapr\u00ec la persecuzione contro i Cristiani. Tornando a San Nicola, nelle fonti agiografiche anteriori al IX secolo, non si trova alcun riferimento alla persecuzione. Considerando per\u00f2 che il vescovo di Patara, Metodio, affront\u00f2 coraggiosamente la morte, appare probabile che anche Nicola, abbia dovuto patire il carcere ed altre sofferenze, certamente quella di vedere il suo gregge subire tanti patimenti. Alcuni scrittori, come il Metafraste, verso il 980 specificano, invece, che Nicola aveva sofferto la persecuzione di Diocleziano finendo in carcere, dal quale, senza abbattersi, il santo vescovo avrebbe sostenuto ed incoraggiato i fedeli a resistere nella fede ed a non incensare gli d\u00e8i, il che avrebbe spinto il prefetto della provincia a mandarlo in esilio. Autori successivi hanno, invece, voluto posticipare la persecuzione patita da Nicola, individuandola in quella di Licinio, piuttosto che in quella di Diocleziano. Lo storico bizantino Niceforo Callisto, per rendere pi\u00f9 viva l\u2019impressione di un Nicola vicino al martirio e con i segni delle torture ancora nelle carni scriveva:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Al concilio di Nicea molti splendevano di doni apostolici. Non pochi, per essersi mantenuti costanti nel confessare la Fede, portavano ancora nelle carni le cicatrici e i segni, e specialmente fra i vescovi, Nicola vescovo dei Miresi, Pafnuzio e altri.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019imperatore Costantino, con la sua politica a favore dei cristiani, il 23 giugno dell\u2019anno 318 emanava un editto col quale concedeva a coloro che erano stati condannati dalle normali magistrature di presentare appello al vescovo. Ma, mentre la Chiesa, con simili provvedimenti, si rafforzava nella societ\u00e0 ecco che un\u2019opinione sul come considerare la natura di Ges\u00f9 Cristo come Figlio di Dio, se uguale od inferiore a quella del Padre, suscit\u00f2 una polemica tale da spaccare l\u2019impero in due partiti contrapposti. A scatenare lo scisma fu il prete alessandrino Ario (256-336), coetaneo di Nicola. Per risolvere la questione e riportare la pace l\u2019imperatore convoc\u00f2 il grande concilio, a Nicea nel 325. Data l\u2019ubicazione in Asia Minore, ben pochi furono i vescovi occidentali che vi presero parte, mentre quelli orientali furono quasi tutti presenti. Qualcuno ha voluto mettere in dubbio la partecipazione di Nicola, a questo primo ed importantissimo concilio ecumenico. Ma se \u00e8 vero che il suo nome non compare in diverse liste, \u00e8 anche vero che compare in quella redatta da Teodoro il Lettore, verso il 515 ritenuta autentica, da Edward Schwartz, considerato il massimo studioso di liste dei padri conciliari. <br>Una delle preghiere pi\u00f9 note della liturgia orientale si rivolge poi a Nicola con queste parole:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;O beato vescovo Nicola, tu che con le tue opere ti sei mostrato al tuo gregge come regola di fede e modello di mitezza e temperanza, tu che con la tua umilt\u00e0 hai raggiunto una gloria sublime e col tuo amore per la povert\u00e0 le ricchezze celesti, intercedi presso Cristo Dio per farci ottenere la salvezza dell\u2019anima.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa antica preghiera viene solitamente collegata proprio al ruolo svolto da Nicola, al concilio di Nicea. Alla carenza di documentazione sulle sue azioni a Nicea, suppliscono inoltre alcune leggende, la pi\u00f9 nota delle quali  \u00e8 quella del mattone. Dato che a provocare lo scisma era stato Ario, che non ammetteva l\u2019uguaglianza di natura fra il Dio creatore e Ges\u00f9 Cristo, il problema consisteva nel dimostrare come fosse possibile la fede in un solo Dio, se anche Cristo, era Dio. Nicola, considerando poi che la formula battesimale inseriva anche lo Spirito Santo, si preoccup\u00f2 di dimostrare la possibilit\u00e0 della coesistenza di tre enti in uno solo. Per farlo prese un mattone, spiegando ai presenti la sua triplice composizione di terra, acqua e fuoco, che stava a significare come la divinit\u00e0 del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, non intaccava la verit\u00e0 fondamentale che Dio, \u00e8 uno. Mentre illustrava questa verit\u00e0, ecco che una fiammella si lev\u00f2 dalle sue mani, alcune gocce caddero a terra e nelle sue mani rest\u00f2 soltanto terra secca. Ancor pi\u00f9 nota a livello popolare, \u00e8 la leggenda dello schiaffo che Nicola avrebbe tirato ad Ario. Secondo questa leggenda Nicola, acceso di santo zelo, udendo le bestemmie di Ario, che si ostinava a negare la divinit\u00e0 di Cristo, lev\u00f2 la destra e gli diede uno schiaffo. Queste per\u00f2 sono tutte leggende posteriori, poich\u00e9 a parte la sua presenza in quel concilio, non si sa nulla di ci\u00f2 che fece Nicola in quell&#8217;occasione. Certo \u00e8 che fu dalla parte di Atanasio e dell\u2019ortodossia altrimenti la preghiera che abbiamo riportato, non l\u2019avrebbe invocato come:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em> &#8220;Regola di Fede.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il silenzio degli antichi agiografi sul ruolo di Nicola, a quel concilio si spiega forse col fatto che egli ebbe un atteggiamento diverso da quello del capo del partito cattolico ortodosso, Atanasio di Alessandria. Pur avendo un carattere altrettanto energico, Nicola, infatti, era pi\u00f9 sensibile alla ricomposizione dell\u2019armonia nella Chiesa. Non si fermava come Atanasio, alla difesa ad oltranza della Fede, ma tentava tutte le vie possibili per riportare gli erranti od eretici, nel grembo della Chiesa. Un atteggiamento che dovette apparire ad Atanasio, come troppo incline al compromesso e di conseguenza non degno di essere ricordato fra i difensori della fede. Questa <em>\u201cdamnatio memoriae\u201d<\/em> da parte di Atanasio, che pure menziona molti vescovi, si spiega anche col fatto che quasi certamente Nicola, militava politicamente nel \u201cpartito\u201d opposto. Mentre infatti Atanasio, parla di Ablavio, prefetto di Costantino, come <em>\u201camato da Dio\u201d<\/em> l\u2019antico biografo di Nicola, lo definisce <em>\u201cperverso e malvagio\u201d<\/em>. Questa cosa non ci deve sorprendere pi\u00f9 di tanto, dal momento che anche oggi, persone degnissime militano politicamente su versanti opposti. Resta il fatto comunque che in Nicola, si incontravano il grande amore per la retta fede col grande amore dell\u2019armonia nella Chiesa come riporta Sant&#8217;Andrea di Creta, il quale scrive:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Come raccontano, passando in rassegna i tralci della vera vite, incontrasti quel Teognide di santa memoria, allora vescovo della Chiesa dei Marcianisti. La disputa procedette in forma scritta fino a che non lo convertisti e riportasti all\u2019ortodossia. Ma poich\u00e9 fra voi due era forse intervenuta una sia pur minima asprezza, con la tua voce sublime citasti quel detto dell\u2019Apostolo dicendo: \u201cVieni, riconciliamoci, o fratello, prima che il sole tramonti sulla nostra ira\u201d.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Nonostante il riferimento ai Marcianisti, il vescovo Teognide, \u00e8 quasi certamente il vescovo di Nicea, al tempo del Concilio, che pur essendo simpatizzante dell\u2019eretico Ario, si lasci\u00f2 tuttavia convincere ed alla fine firm\u00f2 gli atti conciliari. Nicola, non era impegnato per\u00f2 soltanto nella diffusione della verit\u00e0 evangelica, ma anche nell\u2019andare incontro alle necessit\u00e0 dei poveri e dei bisognosi. La parola della Fede, era, infatti, seguita dalla messa in pratica della Carit\u00e0. Al tempo del suo episcopato a Mira, scoppi\u00f2 una grave carestia, che mise in ginocchio la popolazione e pare che Nicola, prendesse varie iniziative, per sovvenire ai bisogni del suo gregge, con l\u2019eco di queste che attravers\u00f2 i secoli, rimanendo nella memoria dei Miresi. Una leggenda lo vede apparire in sogno a dei mercanti della Sicilia, suggerendo loro un viaggio sino alla sua citt\u00e0 per vendere il grano ed aggiungendo che lasciava loro una caparra. Quando i mercanti si resero conto di aver avuto la stessa visione e trovarono effettivamente la caparra, subito fecero vela per Mira e rifornirono la popolazione di grano. Ancor pi\u00f9 noto \u00e8 l\u2019episodio delle navi che da Alessandria d\u2019Egitto, fecero sosta nel porto di Mira. Nicola accorse e salito su una delle navi, chiese al capitano di sbarcare una certa quantit\u00e0 di grano. Quello rispose che era impossibile, essendo quel grano destinato all\u2019imperatore ed era stato misurato nel peso e che se fosse stato notato l\u2019ammanco, avrebbe potuto passare grossi guai. Nicola, gli rispose che si sarebbe addossato la responsabilit\u00e0 ed alla fine riusc\u00ec a convincerlo. Il frumento fu scaricato e la popolazione trov\u00f2 grande sollievo, non solo perch\u00e9 si procur\u00f2 il pane necessario, ma anche perch\u00e9 ar\u00f2 i terreni e semin\u00f2 il grano che restava e pot\u00e9 raccoglierlo anche negli anni successivi. Quanto alle navi alessandrine, queste giunsero a Costantinopoli e come il capitano aveva temuto, il tutto dovette passare per il controllo del peso, ma egli rimase meravigliato quando vide che il peso non era affatto diminuito, risultando lo stesso di quello misurato alla partenza delle navi da Alessandria. Questo miracolo \u00e8 all\u2019origine non solo di tanti quadri che lo raffigurano, ma anche di tante tradizioni popolari legate al pane di San Nicola. A Bari, anche per facilitarne il trasporto nei paesi d\u2019origine, ai pellegrini che giungono nel mese di maggio vengono date \u201cserte\u201d di taralli, tenuti insieme da una funicella. Tralasciando molti altri miracoli, veniamo alla morte di Nicola ed al suo rapporto con Bari. Considerando la tradizione secondo la quale era gi\u00e0 anziano al tempo del concilio di Nicea, con ogni probabilit\u00e0, Nicola, mor\u00ec intorno all&#8217;anno 335. Come della sua nascita, anche della sua morte non si sa praticamente nulla. Bisogna arrivare al 1087 quando una spedizione navale partita dalla citt\u00e0 di Bari, si impadron\u00ec delle spoglie di San Nicola, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica, eretta in suo onore. L\u2019idea di trafugare le sue spoglie venne ai baresi per rilanciare politicamente la loro citt\u00e0, che a causa della conquista normanna, aveva perso il ruolo di residenza del catapano e quindi di capitale dell\u2019Italia bizantina. La presenza in citt\u00e0, delle reliquie di un santo importante diventava cos\u00ec, non solo una questione di benedizione spirituale, ma anche una fonte di benessere economico, facendo di Bari una meta di pellegrinaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la Chiesa Ortodossa commemora San Nicola il Mirovlita, conosciuto in Italia, come San Nicola di Bari. Si tratta di uno dei santi pi\u00f9 venerati ed amati nel mondo Cristiano, oltre che una delle figure, con gli studi pi\u00f9 grandi nel campo dell\u2019agiografia, anche se prima dell\u2019VIII secolo nessun testo parla del luogo di nascita &#8230; <a title=\"Gioved\u00ec 19 Dicembre 2024 San Nicola il Mirovlita\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2024\/12\/19\/giovedi-19-dicembre-2024\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gioved\u00ec 19 Dicembre 2024 San Nicola il Mirovlita\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":439,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-438","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-santo-del-giorno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=438"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1403,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/438\/revisions\/1403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}