{"id":574,"date":"2025-01-18T17:30:25","date_gmt":"2025-01-18T17:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/?p=574"},"modified":"2025-06-06T09:59:57","modified_gmt":"2025-06-06T09:59:57","slug":"sabato-18-gennaio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2025\/01\/18\/sabato-18-gennaio-2025\/","title":{"rendered":"Sabato 18 Gennaio 2025 Sant&#8217;Atanasio Vescovo di Alessandria"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi la Chiesa Ortodossa, commemora Sant&#8217;Atanasio, Vescovo di Alessandria. Atanasio, Padre e Dottore della Chiesa, \u00e8 il pi\u00f9 celebre dei vescovi alessandrini ed il pi\u00f9 intrepido difensore della fede nicena contro l&#8217;eresia di Ario, che ritenendo il Verbo, essere di una sostanza diversa da quella del Padre ed un semplice intermediario tra Dio e il mondo praticamente negava il mistero della SS. Trinit\u00e0. Atanasio nacque verso il 295 ad Alessandria d&#8217;Egitto, da genitori Cristiani i quali gli fecero impartire un&#8217;educazione classica. Discepolo in giovent\u00f9 di Sant&#8217;Antonio Abate, si consacr\u00f2 al servizio della Chiesa. Nel 325 accompagn\u00f2 come diacono e segretario il suo vescovo Alessandro, al Concilio di Nicea, radunato dall&#8217;imperatore Costantino, nel quale venne solennemente definita la consostanzialit\u00e0 del Figlio, con il Padre. Atanasio nel 328 venne acclamato dagli alessandrini come loro pastore. Di lui essi dicevano, infatti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;E&#8217; un uomo probo, virtuoso, buon cristiano, un asceta, un vero vescovo&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa di Alessandria, in quel momento, si trovava divisa dallo scisma non solo di Ario, ma anche di Melezio di Licopoli, che durante la persecuzione di Diocleziano tra il 305 ed il 306) approfittando dell&#8217;assenza del vescovo Pietro di Alessandria, si era arrogato il diritto di ordinare e scomunicare secondo il suo arbitrio. Nonostante fosse stato deposto da un sinodo, buona parte del clero lo aveva seguito nello scisma. In mezzo a tante divisioni il compito del giovane Atanasio, si presentava dunque, quanto mai difficile. Ben presto cominciarono difatti gli intrighi contro di lui dei vescovi di corte ariani capeggiati da Eusebio di Cesarea, per indurlo a ricevere nella sua comunione i vescovi amici di Ario, ma egli vi si oppose energicamente. I meleziani a loro volta l&#8217;accusarono presso Costantino, di aver imposto agli egiziani un tributo di pezze di lino e di aver fatto rompere il calice di un loro vescovo. Citato al tribunale dell&#8217;imperatore a Nicomedia, non fu difficile al santo discolparsi. Accusato ancora di aver fatto assassinare Arsente, vescovo meleziano di Ipsele, non gli fu difficile accrescere lo scorno dei suoi nemici facendoglielo comparire davanti vivo. Atanasio, venne dunque di nuovo riabilitato, ma gli ariani non si diedero per vinti e persuasero lo stesso Ario, a sottoscrivere una formula di fede equivoca, che accontent\u00f2 Costantino, il quale intim\u00f2 a tutti i vescovi di riceverlo nella loro comunione. Essendosi Atanasio, rifiutato ancora una volta, venne deposto dal concilio di Tiro, del 335 e relegato a Treviri nelle Gallie, dove rimase fino alla morte dell&#8217;imperatore, nel 337. Gli eusebiani non potendo allora sperare pi\u00f9 nulla, dal potere civile, portarono la questione di Atanasio, davanti al papa Giulio I. Le due parti, vennero convocate ad un concilio plenario, ma gli ariani, sicuri dell&#8217;appoggio di Costanzo II imperatore d&#8217;Oriente, invece di presentarsi, imposero Gregorio di Cappadocia, sulla cattedra di Alessandria. Il secondo esilio di Atanasio, dur\u00f2 sei anni, finch\u00e8 a  Roma prima, nel 341 ed a Sardica, poi nel 343, venne riconosciuta la sua innocenza. Durante il soggiorno romano, Atanasio, viaggi\u00f2 molto ed inizi\u00f2 la chiesa latina, alla vita monastica che si praticava in Egitto. Nella Pasqua del 345 si rec\u00f2 ad Aquileia, presso Costante, imperatore d&#8217;occidente, che gli ottenne dal fratello Costanzo, il permesso di tornare alla sua sede dopo la morte del vescovo intruso, nel 345. Seguirono per il santo dieci anni di relativa pace, durante i quali, si dedic\u00f2 non solo a comporre opere dogmatiche, o di apologia personale, ma a proseguire una politica di vigile controllo e di prudente conciliazione, i cui effetti furono disastrosi per il partito ariano. Difatti, due o tre anni dopo, egli era in comunione con pi\u00f9 di quattrocento vescovi e seguito dalla massa dei fedeli. In questo periodo egli consacr\u00f2 vescovo di Etiopia San Frumenzio, che divenne il fondatore della chiesa Cristiana in quel Paese. Alla morte del suo protettore Costante, nel 350 e del papa Giulio I nel 352 i nemici di Atanasio, riuscirono a sollevargli contro anche l&#8217;episcopato d&#8217;Occidente, nel Concilio di Arles, nel 354 ed in quello di Milano dell&#8217;anno successivo. L&#8217;intrepido vescovo, ripieno di amarezza, decise allora di fuggire nel deserto, dove i monaci per otto anni lo sottrassero con cura a tutte le ricerche. Dalla solitudine egli continu\u00f2 a governare la sua chiesa e scrisse i Discorsi contro gli Ariani e le quattro Lettere a Serapione che formano la sua gloria teologica come dottore della Santissima Trinit\u00e0. Pot\u00e9 ritornare in sede nel 362 dopo la morte di Costanzo, il massacro del vescovo intruso Giorgio di Cappadocia e la salita al trono di Giuliano, il cui primo atto fu di richiamare i vescovi esiliati dal suo predecessore. A questo punto Atanasio, si fece carico di ristabilire l&#8217;ortodossia nicena e combattere l&#8217;arianesimo ufficiale, che aveva trionfato nei concili di Seleucia e di Rimini nel 359. Riunito un nuovo concilio, prese decisioni improntate alla misericordia verso coloro che si erano dati all&#8217;eresia per ignoranza ed anche sul terreno dogmatico fu largamente tollerante, per quello che potevano sembrare quisquilie od errori di pura terminologia. Tanta attivit\u00e0, diretta a consolidare l&#8217;unit\u00e0 della Chiesa, non torn\u00f2 gradita a Giuliano, intento solo a ristabilire il paganesimo. Nel 363 quindi Atanasio, per la quarta volta dovette lasciare la propria sede vescovile, ma solo per pochi mesi perch\u00e9, morto l&#8217;imperatore nella spedizione contro i persiani, gli successe il Cristiano Gioviano, che lo richiam\u00f2. Nel 365 il Santo, dovette eclissarsi alla periferia della citt\u00e0, per la sesta volta, venendo perseguitato dall&#8217;imperatore d&#8217;Oriente, Valente, amico degli ariani. Dopo soli quattro mesi per\u00f2 fu richiamato di nuovo perch\u00e9 gli egiziani minacciavano rivolte. Finalmente, non lasci\u00f2 pi\u00f9 la propria cattedra fino alla morte avvenuta il 2 maggio 373 dopo quarantacinque anni di governo forte ed alle volte anche duro contro i suoi avversari. Atanasio si merita dunque, a buon diritto, il titolo di &#8220;grande&#8221; per la fermezza di carattere dimostrata contro gli ariani e la potenza imperiale, sovente ad essi eccessivamente prona. Per questo si dice, che in lui &#8220;Padre dell&#8217;Ortodossia&#8221; combatteva tutta la Chiesa. <br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la Chiesa Ortodossa, commemora Sant&#8217;Atanasio, Vescovo di Alessandria. 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