{"id":955,"date":"2025-03-23T08:07:45","date_gmt":"2025-03-23T08:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/?p=955"},"modified":"2025-04-01T18:47:09","modified_gmt":"2025-04-01T18:47:09","slug":"sabato-22-marzo-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monsignorderosso.it\/index.php\/2025\/03\/23\/sabato-22-marzo-2025\/","title":{"rendered":"Sabato 22 Marzo 2025 Quaranta Martiri di Sebaste"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando il crudele Licinio (308-323), che era stato associato all&#8217;imperatore San Costantino, mise termine alla dissimulazione e ruppe l&#8217;intesa con lui, pubblic\u00f2 degli editti contro i Cristiani ed invi\u00f2 in tutte le province, dei magistrati incaricati di eseguire i suoi ordini, mettendo a morte tutti coloro che non volevano piegarsi. Il governatore designato per la Cappadocia e la Piccola Armenia, Agricolao, era uno dei pi\u00f9 zelanti esecutori degli editti di persecuzione ed aveva convocato nella citt\u00e0 in cui risiedeva, Sebaste, la dodicesima legione imperiale, guidata dal comandante Lisia e soprannominata Fulminante. Quaranta soldati di questa legione, uomini giovani, esperti e stimati, si rifiutarono di sacrificare agli idoli dell&#8217;impero e si dichiararono Cristiani. Originari di luoghi diversi, ma uniti come se fossero un solo uomo nella Fede e nella Carit\u00e0, si presentarono, uno alla volta, davanti al governatore, allo stesso modo degli atleti quando si iscrivono nel giorno del combattimento, rinunciando alla loro vera identit\u00e0 e dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>&#8220;Sono Cristiano!&#8221;<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Agricolao, inizialmente, cerc\u00f2 di convincerli con dolcezza lodando le loro particolari imprese e promettendo favori da parte dell&#8217;imperatore qualora si fossero sottomessi ai suoi ordini. I Santi, gli risposero per mezzo della voce di uno solo di loro:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Se, come tu dici, abbiamo combattuto valorosamente per l&#8217;imperatore della terra, con quanto pi\u00f9 ardore combatteremo per il Sovrano dell&#8217;Universo. Poich\u00e9 per noi esiste una sola vita: la morte per Cristo&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gettati in prigione, in attesa di comparire nuovamente davanti al governatore, i valorosi combattenti della Piet\u00e0 pregarono il Signore, di mantenerli saldi nella vera Fede e di fortificarli nel combattimento che li attendeva. Mentre trascorrevano la notte cantando salmi, il Cristo, apparve loro e disse: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>&#8220;Avete iniziato bene, ma la corona sar\u00e0 concessa soltanto a chi resister\u00e0 sino alla fine!&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, comparvero nuovamente davanti al governatore, che tent\u00f2 di conquistarli con le lusinghe, ma uno dei Santi Martiri, Candido, denunci\u00f2 egregiamente la sua falsa dolcezza, scatenandone cos\u00ec l&#8217;ira. Tuttavia Agricolao, non potendo fare niente contro di loro, sino al momento del giudizio che doveva essere espresso dal comandante Lisia, li fece condurre nuovamente in prigione. Dopo sette giorni, giunto Lisia, a Sebaste, li fece comparire al suo cospetto. Strada facendo, Cirione, incoraggiava i suoi compagni, dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Abbiamo tre nemici: il diavolo, Lisia ed il governatore. Cosa possono fare contro di noi che siamo quaranta soldati di Ges\u00f9 Cristo?&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vista la loro audacia, Lisia, ordin\u00f2 che venissero loro frantumati i denti a colpi di pietra. Ma quando i soldati, si scagliarono contro i Santi Martiri, furono accecati dalla Potenza Divina e nella confusione, si colpirono tra di loro. Lisia preso dall&#8217;ira, afferr\u00f2 una pietra e volle lanciarla sui Santi, ma questa colp\u00ec il governatore, ferendolo gravemente. Nella notte, i martiri vennero ricondotti in prigione, nell&#8217;attesa di scegliere la pena da infliggere loro. Riunendo le risorse della sua immaginazione perversa, il governatore, appena ristabilitosi dalle ferite provocate dalla pietra, ordin\u00f2 di denudarli e di lasciarli cos\u00ec sul lago ghiacciato che era nei pressi della citt\u00e0, affinch\u00e9 patissero una orribile morte, tra le molte sofferenze causate dal gelo. Per rendere ancora pi\u00f9 crudele il supplizio, pens\u00f2 di porre, come ultima tentazione, un rimedio per le loro pene, facendo preparare, sulle rive del lago, un bagno d&#8217;acqua calda affinch\u00e9 chi abbandonasse il lago potesse trovare, immediatamente, un certo sollievo. Appena fu resa nota la sentenza, i Santi, fecero a gara a chi, per primo, deponeva la veste, dicendo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Deponendo queste vesti, rigettiamo anche l&#8217;uomo vecchio! Perch\u00e9, a causa dell&#8217;inganno del serpente, un tempo, rivestimmo le tuniche di pelle; dunque, denudiamoci adesso per ottenere il Paradiso perduto! Cosa possiamo offrire in cambio al Signore per ci\u00f2 che ha sofferto a causa della nostra salvezza? Un tempo, i soldati Lo hanno denudato; spogliamoci, quindi, perch\u00e9 tutto l&#8217;ordine militare ottenga il perdono! Il freddo \u00e8 rigoroso, ma il Paradiso \u00e8 dolce! Manteniamo la pazienza per pochi istanti, per essere, in seguito, riscaldati nel seno di Ges\u00f9. Accettiamo la gioia eterna in cambio di una breve notte di tormenti. Poich\u00e9, comunque, questo corpo corruttibile deve perire; accettiamo adesso di morire volontariamente per vivere in eterno! Ricevi, Signore, questo olocausto, che il freddo, e non il fuoco, sta per consumare!&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Incoraggiandosi vicendevolmente, i Santi Quaranta Martiri, avanzarono come un solo uomo sul ghiaccio, senza subire altra costrizione, che non fosse la propria volont\u00e0 e durante tutta la notte, sopportarono la crudele morsa del vento, particolarmente gelido in questa regione, pregando il Signore, che da quaranta combattenti ne uscissero quaranta vittoriosi, senza che nessuno venisse meno a tale numero sacro, simbolo della pienezza. Mentre la notte avanzava, i loro corpi iniziavano ad indurirsi e il sangue a gelare nelle vene provocando loro un terribile dolore al cuore. Uno dei martiri, vinto dal dolore lasci\u00f2 il lago e si precipit\u00f2 verso il bagno surriscaldato. Tuttavia, l&#8217;improvviso sbalzo di temperatura lo fece morire all&#8217;istante, privandolo della corona della vittoria. Gli altri trentanove, addolorati della caduta del loro compagno rinvigorirono la preghiera mentre una grande luce attraversava il cielo fermandosi al di sopra del lago e riscaldando i Santi Martiri. Alcuni Angeli discesero dalla volta celeste, per porre sulle loro teste trentanove splendide corone. Davanti a tale meraviglia, uno delle guardie, Aglaio, che si stava scaldando presso il bagno, ebbe la coscienza illuminata dalla Fede. Vedendo che una quarantesima corona restava sospesa nell&#8217;aria come se attendesse qualcuno per completare il numero degli eletti, svegli\u00f2 i suoi compagni d&#8217;armi, gett\u00f2 loro le proprie vesti ed avanz\u00f2 frettolosamente sul ghiaccio per raggiungere i Martiri, gridando che anche lui era Cristiano. Quando, il mattino dopo, Agricolao, venne a conoscenza dell&#8217;accaduto, ordin\u00f2 di trarre fuori i Santi dal lago e di finirli, rompendo loro le gambe. Infine, comand\u00f2 di gettare i corpi nel fuoco affinch\u00e9 non restasse alcuna traccia del loro glorioso combattimento. Come venivano condotti verso l&#8217;ultimo supplizio, i gloriosi martiri cantavano:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Siamo passati attraverso il fuoco e l&#8217;acqua, ma Tu ci hai tratti fuori, Signore, per darci il refrigerio.&#8221; (Pr. 65, 12)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver eseguito il loro compito, i boia, caricarono i corpi dei Martiri su di un carro e li condussero al rogo. Si accorsero allora che il pi\u00f9 giovane del gruppo, Melitone, era ancora vivo e cercarono di convincerlo a rinnegare Cristo. Ma sua madre, avendo assistito allo spettacolo del martirio, prese in braccio il figlio e lo depose sul carro insieme agli altri corpi, dicendogli:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>&#8220;Non rimanere privo della corona, figlio mio caro, raggiungi i tuoi compagni per gioire della luce eterna che dissiper\u00e0 la mia afflizione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, senza spargere una lacrima, accompagn\u00f2 il carro sino al rogo, col volto pieno di gioia. Seguendo gli ordini del governatore, i soldati dispersero le ceneri dei Martiri e gettarono le loro ossa nel fiume, ma nel giro di tre giorni, i Santi apparvero in visione al vescovo di Sebaste, Pietro, e gli indicarono il luogo del fiume, che nascondeva le loro reliquie, che furono distribuite in molti luoghi ed il loro culto si diffusem, soprattutto grazie alla famiglia di San Basilio, che fece dedicare loro una chiesa ed un monastero diretto da santa Macrina. San Basilio e San Gregorio di Nissa, pronunciarono memorabili discorsi in loro onore. La notte che precedette il martirio, i Santi avevano dettato le loro ultime volont\u00e0, sotto forma di esortazione ad un giovane schiavo, Eunoico, che fu testimone dei loro combattimenti, riusc\u00ec a sfuggire ai persecutori e trasmise questo memorabile testo alla posterit\u00e0 curandosi, in seguito, del santuario dove erano deposte le loro sante reliquie. In questo testamento sono iscritti i nomi di 35 dei Quaranta combattenti: Acacio, Aezio, Aggia, Alessandro, Atanasio, Candido, Cirillo, Cirione, Domno, Ecdicio, Elia, Eliano, Eraclio, Eunoico, Eutichio, Filottemone, Flavio, Giovanni, Gorgonio, Isichio, Lisimaco, Ludione, Melitone, Nicola, Prisco, Sacerdote, Severiano, Sisinnio, Smaragdo, Teodulo, Valente, Valerio, Vibiano, Xantio, ed Aglaio, l&#8217;ultimo ad aggiungersi al martirio, dopo la visione degli Angeli, con le corone.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il crudele Licinio (308-323), che era stato associato all&#8217;imperatore San Costantino, mise termine alla dissimulazione e ruppe l&#8217;intesa con lui, pubblic\u00f2 degli editti contro i Cristiani ed invi\u00f2 in tutte le province, dei magistrati incaricati di eseguire i suoi ordini, mettendo a morte tutti coloro che non volevano piegarsi. 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