Oggi la Chiesa Ortodossa onora i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e tutte le potenze celesti ed incorporee, che combattono incessantemente per la nostra salvezza e per la vittoria della Giustizia e della Verità. Gli Arcangeli e tutti gli Angeli, sono infatti, guide, difensori e guaritori delle nostre anime, portatori della luce divina ed aiutanti infaticabili nelle nostre lotte spirituali. La Sacra Scrittura ci parla spesso del ruolo e dell’opera premonitrice degli angeli di Dio, tra i quali i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, che sono quelle potenze celesti che vegliano sul mondo, sulla Chiesa e su ciascuno di noi, guidandoci verso la Luce e proteggendoci dalle tentazioni delle tenebre. Gli angeli sono spiriti ministri inviati da Dio, per compiere la sua volontà, la parola “Angelo” (άγγελος) significa, infatti “Inviato” ed “Arcangelo” (ἀρχάγγελος) significa “Primo tra gli Angeli” come lo sono, appunto, Michele, Gabriele e Raffaele, che sono stati incaricati di un’obbedienza particolarmente elevata, che è di fondamentale importanza per la salvezza dell’umanità. Michele, Gabriele e Raffaele, infatti, sono sempre con noi, anche quando non li vediamo, ci sostengono, ci proteggono e ci insegnano la volontà di Dio. Le nove Schiere Celesti, ad essi affidate, sono in ordine di importanza gerarchica: i Serafini, i Cherubini, i Troni, le Dominazioni, le Virtù, le Potestà, i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli. Queste nove Schiere Celesti, garantiscono, se pregati con cuore pieno di Fede, una crescita spirituale per ciascuno di noi, un’ascesa nello splendore e nella luce della conoscenza del Signore per rispecchiare la grazia che ci eleva dalle cose terrene a quelle celesti. Ecco perchè, riportiamo la preghiera agli Arcangeli da recitare per attirare la loro protezione su di noi:
„Capi supremi dei superni eserciti noi indegni vi supplichiamo, siate per noi baluardo, custodite al riparo delle ali della vostra gloria immateriale noi che ci prostriamo e con insistenza gridiamo: Liberateci dai pericoli, voi che siete i principi delle superne schiere.”