Martedì 10 Dicembre 2024 San Giacomo il Persiano, Megalomartire

Oggi la Chiesa Ortodossa, commemora San Giacomo il Persiano Megalomartire, sotto Iazdegerd I. Originario di Beth Lapat, nel Beth Huzaye Giacomo occupava un posto ragguardevole alla corte di Yazdegerd I. Per non avere guai col sovrano, in un primo momento rinnegò la fede cristiana, che condivideva con sua madre e sua moglie. Non appena queste lo seppero, gli scrissero una lettera di rimprovero, che lo fece ritornare, con rinnovato fervore, alla fede primitiva. Un giorno venne sorpreso a leggere le Sacre Scritture e denunciato al re. Sottoposto ad un lungo interrogatorio, confessò coraggiosamente la sua fede, per la quale il re lo condannò ad un terribile supplizio che gli valse il soprannome di interciso, cioè “fatto a pezzi”. Il martirio di Giacomo, infatti, fu quello dell’amputazione successiva delle dita delle mani e dei piedi, quindi dei piedi, delle mani, delle braccia e delle gambe. Ogni nuovo supplizio veniva accompagnato da un’invocazione di Giacomo al Signore, attinta da un versetto biblico. Il martirio si concluse con la decapitazione. Avendo poi il re di Persia, scoperto che i Cristiani rendevano culto alle reliquie dei martiri, ordinò di bruciare i resti di Giacomo e di disperderli. Alcuni cristiani riuscirono tuttavia, ad impadronirsene e li trasportarono a Gerusalemme dove arrivarono dopo quaranta giorni di cammino e le portarono nel monastero degli Ibèri, presso la cittadella o “Torre di Davide” che era stato fondato da Pietro l’Iberico, monofisita. Quando questi, in seguito al Concilio di Calcedonia, fu espulso da Gerusalemme, portò con sé, in Egitto, le reliquie di San Giacomo il Persiano.

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