Mercoledì 11 Dicembre 2024 Santo Stefano il Giovane

Il santo di oggi per la Chiesa Ortodossa è Santo Stefano il Giovane, monaco in Bitinia presso il Monte Sant’Aussenzio e Martire dell’Ortodossia, a Costantinopoli, sotto Costantino Copronimo. Si tratta di uno dei rari casi di martirio, anche se più precisamente si è trattato di un omicidio, inflitto da Cristiani ad un altro Cristiano, per motivi religiosi. La “Vita” di questo monaco orientale, fu scritta verso l’anno 809 dal suo omonimo, il diacono Stefano di Costantinopoli. Il santo monaco Stefano il Giovane, nacque nel 715 a Costantinopoli, l’antica Bisanzio; da giovane si mise prima sotto la direzione di un eremita, ma poi scegliendo la vita cenobitica, entrò nel monastero di Monte Sant’Aussenzio in Bitinia, vicino Calcedonia, del quale poi divenne “egumeno” (abate). Qui visse per anni dedito alla preghiera e come amanuense, il benemerito lavoro dei monaci che copiavano gli antichi testi.
In quel tempo governava l’imperatore d’Oriente Costantino V Copronimo (718-775), figlio di Leone III Isaurico (675-741) l’imperatore che nel 726 aveva iniziato la politica religiosa dell’iconoclastia, contro il culto delle immagini.
Tale movimento iconoclasta era proseguito con il figlio Costantino V che ingaggiò una dura lotta, specie contro i monaci, convocando anche il concilio di Hiera, che nel 753 condannò i difensori del culto delle immagini sacre. L’egumeno Stefano, si schierò apertamente contro questo concilio peraltro illegittimo e non avente valore religioso, in quanto indetto dall’imperatore e non dal papa e contro le norme da esso stabilite, che saranno poi definitivamente sconfessate con l’approvazione della venerazione delle immagini, nel successivo II Concilio di Nicea del 787. Per questo, quasi dieci anni dopo il concilio illegittimo, visto che Stefano ed i suoi monaci continuavano a disattenderne le norme stabilite, Costantino V Copronimo nel giugno del 762, ingiunse all’egumeno di Monte Sant’Aussenzio, il rispetto dei canoni promulgati a Hiera, e l’adesione agli stessi. Essendosi questi rifiutato venne condotto al monastero di Chrysopoli, presso Costantinopoli e da lì inviato in esilio nell’isola di Proconneso, permettendo alla madre e alla sorella di raggiungerlo. Dopo un anno, nel 763, fu riportato a Costantinopoli, dove nel frattempo più di trecento monaci erano stati messi in carcere, per il loro attaccamento alla causa del culto delle immagini. Dopo un’altro anno di continue vessazioni ed ingiurie, verso la fine del 764 l’abate Stefano, venne ucciso da alcuni ufficiali di palazzo, mentre erano in corso i festeggiamenti per l’imperatrice Eudossia, ma pare senza alcun ordine dell’imperatore.

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