Oggi la Chiesa Ortodossa, commemora San Gordio, Anacoreta e Martire a Cesarea di Cappadocia, sotto Licinio. Si tratta di un centurione dell’esercito romano, che, fattosi Cristiano, si ritirò dall’armata per non macchiarsi dei sacrifici pagani e condusse vita eremitica sulle montagne della Cappadocia. Un giorno, mentre nel circo si disputavano le corse dei carri in onore del dio Marte, alla presenza di tutta la popolazione, egli volle scendere nell’arena, tra le grida furiose dei pagani che lo accusavano di avere interrotto i giochi. Trascinato di fronte al tribunale e dichiaratosi Cristiano, venne sottoposto a varie torture. Infine, benché la folla e lo stesso governatore, lo invitassero a salvarsi abiurando la propria Fede, facendosi il segno della Croce, si offrì coraggiosamente alla spada che lo decapitò. Queste notizie ci sono riferite da san Basilio, in un’omelia, tenuta non molti anni dopo la morte di Gordio, dato che nella stessa, assicura che molti dei suoi uditori più anziani erano stati testimoni oculari del supplizio del centurione. I sinassari bizantini, dicono che Gordio, subì il martirio durante la persecuzione di Licinio. A Cesarea, la sua festa veniva celebrata nella chiesa dove era stato sepolto. Teodoro Prodromo, celebre poeta del secolo XII, ha dedicato a Gordio, uno dei suoi Tetrastici, composti in lode dei santi del Calendario Bizantino.