19 Gennaio 2025 Luca 17,12-19 +

Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, ecco il Santo Evanghelion, di oggi + Luca 17,12-19 +: «Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Esegesi:

Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, anche oggi le parole di Nostro Signore Gesù Cristo, sono dure, nei confronti di chi ha un rapporto utilitaristico con Dio. Come definire, infatti, se non utilitaristico il comportamento dei nove lebbrosi, che ricevuto il miracolo, neanche tornano indietro a ringraziare, chi li ha sanati? Al tempo di Gesù, forse, questo comportamento, poteva avere una giustificazione, nel fatto che l’episodio si svolge in una provincia dell’immenso impero romano, nel quale, la visione del rapporto con la divinità, era improntato essenzialmente sul Do ut Des cioè, io ti offro un sacrificio e tu (Dio) in cambio mi fai la grazia di cui ho bisogno. Quindi non vi era sensibilità, nè vera Fede, dietro questo rapporto tra l’uomo ed il divino. E proprio qui sta il senso del Cristianesimo, del quale non siamo troppo consapevoli, neanche oggi, oltre duemila anni dopo i fatti narrati dal Vangelo. La venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, infatti, ribalta completamente questa prospettiva, tanto che è Dio a sacrificarsi per noi aspettandosi, in cambio la nostra grazia. Questo concetto può apparire blasfemo, ma se analizziamo la cosa in profondità, ci rendiamo conto di quanto esso rappresenti una vera e propria rivoluzione nel pensiero religioso dell’uomo. Offrire un sacrificio alla divinità, infatti, è qualcosa di doloroso perchè presuppone un distacco da qualcosa che ci è caro, od utile, che può essere un frutto, che magari ci siamo tolti di bocca, o un animale, che ci serve per il lavoro, o nel caso estremo la nostra vita, o quella di qualcun altro. E dunque Dio, ci preserva dalla necessità di vivere questa sofferenza, vivendola al nostro posto, sacrificando sè stesso e la grazia che egli ci chiede indietro non è un miracolo, o qualcos’altro che non saremmo in grado di fare, ma la gratitudine, ovvero il ringraziarlo, come ha fatto il Samaritano, unico tra i lebbrosi a tornare indietro per ringraziare Gesù, del miracolo ricevuto e l’unico dei dieci lebbrosi, ad essere salvato, per la sua Fede, non solo nel corpo, ma anche nello Spirito. Ecco Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, la Fede Cristiana, è più semplice di quello che tutti credono e non a caso la nostra religione, impone pochissime regole rispetto alle altre esistenti perchè il segreto sta proprio nel senso della gratitudine verso Dio. Se, infatti tutti noi riconoscessimo che la vita stessa, che abbiamo ricevuto, è un miracolo e va vissuta, col rispetto verso quella degli altri, che sono parte di noi, come Cristo, è parte di Dio, non vi sarebbe più il male ed il bene trionferebbe facilmente sulla terra. Cerchiamo quindi di vivere, ringraziando sempre il Signore, per quello di bello, che ci dà tutti i giorni, perchè anche nei momenti che sembrano più bui, Dio, ci offre sempre qualcosa di buono e saremo salvati dalla vera Fede, che si esprime attraverso la gratitudine. Vi auguro una buona domenica e vi benedico nel Nome del Padre + del Figlio + e dello Spirito Santo + Amìn! Padre Luca Cancelliere della Chiesa Ortodossa in Italia

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