Oggi la Chiesa Ortodossa, commemora Santa Tatiana di Roma, Martire. Con il nome Taziana, sono conosciute due sante martiri, una ad Amasea, insieme ad altre quattro compagne l’altra martire a Roma, della quale parliamo,il cui nome in latino ed in russo il suo nome è Tatiana. La più antica notizia su questa santa, risale alla seconda metà del VII secolo e si trova in un “Itinerario” di quell’epoca, inserito da Guglielmo di Mamesbury, nei suoi “Gesta regum Anglorum” nei quali si legge:
“Et in monte Nola sancta Tatiana pausat”.
E qui sorgono i problemi d’interpretazione, nessuna fonte, antica o medioevale, nomina, infatti, questo monte a Roma, ma non ci dobbiamo meravigliare, in quanto gli antichi ‘Cataloghi’ delle chiese di Roma, attestano concordi che la chiesa di Santa Taziana, si trovava nei pressi di quella di Santa Susanna, che come si sa sorge sul Quirinale e di conseguenza il monte Nola deve venire identificato con questo colle. D’altra parte la ‘passio’ greca della santa, afferma che Taziana, fu sepolta nella sesta regione (Augustea) che comprendeva appunto l’Alta Semita ed il Quirinale. Gli studiosi, ipotizzano quindi che il colle del Quirinale, nel VII secolo, venisse chiamato “Monte Nola” perché, in quel tempo, vi sorgeva, anche una chiesa dedicata a San Felice di Nola, noto anche come San Felice in Pincis. Ma come per altri santi martiri, indicati come sepolti nelle chiese urbane di Roma, oppure venerati in queste chiese, si può dire anche di Taziana, che nella chiesa del Quirinale, ci si riferisse solo alla dedicazione della stessa alla santa. Nessuna altra fonte antica o medioevale, del resto, riporta santa Taziana, tranne il già menzionato “Itinerario” e fu Cesare Baronio, nel XVI secolo ad inserire il suo nome nel ‘Martirologio Romano’. neanche la ‘Passio’ della santa, composta probabilmente nel VII secolo, aiuta a capire chi fosse, perché si tratta di una delle solite leggende agiografiche, ascritte nei secoli successivi alla presunta epoca del martirio. <quel poco che sappiamo è che Ella, fu una giovane romana martirizzata a Roma, data in pasto alle belve nel 230. Il suo culto fu diffuso nella città dal VII secolo VII fino al XV secolo, quando la chiesa, a lei dedicata venne distrutta.