Venerdì 31 gennaio 2025 San Massimo il Greco

Monaco Ortodosso, che fu una figura di spicco del movimento religioso e culturale del XVI secolo in Russia. Nacque da una famiglia facoltosa di Arta, in Grecia, nel 1470 ma studiò in Italia, dove si formò in ambito umanistico e religioso. In Italia, infatti, ebbe modo di entrare in contatto con la cultura umanistica e con il pensiero Cristiano riformato. Fu amico di Aldo Manuzio, il famoso editore veneziano e seguì le prediche di Girolamo Savonarola, il predicatore fiorentino che venne condannato al rogo per eresia. In seguito aderì alla Chiesa Ortodossa e si ritirò nel monastero di Vatopedi, sul Monte Athos. Nel 1516 venne invitato dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, a recarsi a Mosca, per revisionare i testi sacri russi e partecipare alle discussioni riguardanti le eresie. Massimo il Greco, accettò l’incarico e con la collaborazione di segretari locali, tradusse in russo, molti testi greci canonici, liturgici e teologici. Queste traduzioni furono di fondamentale importanza per la diffusione in Russia, della cultura bizantina e del concetto di umanesimo e gettarono le basi per la successiva teologia russa. Fu un uomo di grande cultura e di profonda spiritualità, ma anche di grande impegno sociale. Egli sosteneva che l’uomo è un essere razionale e libero, che ha il diritto di ricercare la verità e la giustizia e si batteva contro le superstizioni e l’ignoranza, e per la riforma della Chiesa Ortodossa. Nel 1525 venne fatto arrestare dal metropolita di Mosca, Daniele, e fu condannato a venti anni di reclusione nel monastero di Volokolamsk. La causa dell’arresto, fu una sua predica in cui egli criticava la situazione politica e religiosa del tempo. Durante la sua reclusione, Massimo, continuò tuttavia a lavorare alle proprie opere teologiche e quando venne liberato nel 1551 il suo prestigio era grande. Lo zar Ivan il Terribile, gli rese gli onori pubblicamente, ma le sue opinioni politiche furono comunque censurate. Negli ultimi anni della sua vita, si ritirò nel monastero della Trinità di San Sergio, dove morì nel 1556.

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