Sabato 8 Febbraio 2025 San Simeone l’Anziano

Oggi la Chiesa Ortodossa commemora San Simeone l’Anziano, ricordato tra i santi, anche dalla Chiesa d’Occidente. Simeone, è colui, che pur non avendo sentito gli Angeli, annunciare la nascita di Gesù, già da prima sapeva che la venuta del Messia, era imminente, come ci ricorda il Vangelo di Luca:

“Lo Spirito Santo che era su di lui gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di aver veduto il Messia del Signore”.


Alcuni testi apocrifi, ossia non canonici, lo chiamano “sacerdote” come nel Protovangelo di Giacomo, oppure “grande maestro” o ancora “beato e giusto” come nel Vangelo di Nicodemo. Luca, invece lo definisce solo:

“Giusto e timorato di Dio, che aspetta il conforto d’Israele” cioè il Messia.

Dev’essere dunque uno dei molti pii israeliti, raccolti nell’attesa e piuttosto distaccati dalle vicende del tempo e dal fervido dibattito religioso fra i dotti sviluppatosi nel clima della dominazione romana. E’ dunque un uomo, che vive nel “Timore di Dio” conscio di trovarsi sempre alla sua presenza. E la sua vita esemplare, è stata premiata con quella promessa e quindi la sua attesa del Messia, non ha nulla di ansioso. Simeone, infatti aspetta sicuro e sereno.
Nasce Gesù, dunque e viene poi il giorno della sua presentazione al tempio secondo la legge. Maria e Giuseppe, si avviano col bambino nel fitto viavai intorno all’edificio sacro innalzato da Erode il Grande e non ancora del tutto terminato. Ed ecco arrivare anche Simeone, che riconosce in Gesù, il Messia e lo prende tra le braccia benedicendo il Signore. Ora egli può davvero morire in pace. E’ una scena dolce e notissima, tanto spesso narrata e raffigurata. Ma si può capirla solo tenendo presente il breve inciso di Luca al versetto 27: “Mosso dunque dallo Spirito…”. Dall’azione dello Spirito Santo, dipende quindi ogni gesto di Simeone, come da essa dipende tutto il suo discorso che deborda vistosamente dalla tradizione, con parole che farebbero sobbalzare tanti maestri del tempo: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”. Simeone, “mosso dallo Spirito” contraddice il particolarismo del suo tempo, che aspetta un salvatore solo, o soprattutto, di Israele. Lui invece risale più indietro, si rifà all’universalismo dei profeti, ad Isaia: “Ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”. Simeone, dunque inquadra Gesù, come gloria d’Israele sì, ma anche e subito, come Salvatore per tutti. Parole che stupiscono molto anche Maria e Giuseppe. Ma per la Madre di Gesù, il vecchio Simeone, ha ancora un annuncio: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perché siano svelati i segreti di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Così termina Simeone, ancora “mosso dallo Spirito”, che ha incoraggiato la sua attesa. E soprattutto l’ha illuminata.

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