Domenica 9 Marzo 2025 Primo e secondo ritrovamento del venerabile Capo di san Giovanni Battista

Due monaci, attorno alla metà del IV secolo, si recarono in pellegrinaggio a Gerusalemme, in visita al Santo Sepolcro. Qui, a seguito di un’apparizione ritrovarono la testa del Precursore, nella casa di Erode. La preziosa reliquia passò, dalle loro mani a quelle di un vasaio che la venerò con zelo e la portò nella città di Emesa. Sentendosi oramai prossimo alla morte il vasaio lasciò la preziosa reliquia, alla sorella perché la custodisse. Dopo la morte della donna molte persone, nel tempo entrarono in possesso della reliquia, fino ad Eustachio, un sacerdote e monaco eretico, che ne sfruttò i miracoli per sostenere la sua eresia e guadagnarne denaro. Per questo motivo i Cristiani rimasti nella vera Fede, lo scacciarono dalla grotta in cui viveva, ma la testa del Precursore, all’insaputa di tutti, vi rimase nascosta, fino al tempo degli Imperatori Valentiniano e Marciano (450-457) quando, dopo diverse manifestazioni miracolose, venne ritrovata l’urna contenente la preziosa reliquia. Consegnata ad Uranio Vescovo di Emesa, la testa del Precursore operò molti miracoli e guarigioni. Si pensa inoltre che la Testa del Battista, sia la preziosa reliquia, venerata dai Templari, che, scambiata per un idolo barbuto pagano, conosciuto come Bafometto, ha causato la persecuzione dell’Antico Ordine del Tempio, il cui ultimo Gran Maestro conosciuto, è stato San Jacques de Molay.

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