La vicenda di Santa Teodosia, è conosciuta tramite lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea, che, nella sua opera De martyribus Palestinae, racconta le persecuzioni svoltesi dal 303 al 310 sotto l’imperatore Diocleziano. Da questa fonte sappiamo che Teodosia, nacque nel 289 a Tiro, in Fenicia e che a diciotto anni, durante la Pasqua del 307 mentre era in visita a Cesarea, in Palestina, cercò di confortare alcuni prigionieri, probabilmente Cristiani, che erano in attesa di essere condannati. Per questo venne arrestata e per ordine del prefetto Urbano, ripetutamente torturata. Ebbe i seni tagliati ed i fianchi strappati con ganci di ferro, poi venne gettata in mare dove annegò. Le sue reliquie giunsero a Costantinopoli ed alcune sono oggi a Venezia, nel convento domenicano di Corpus Christi e Santa Croce, conosciuto anche come chiesa della Trinità ed altre a Bologna, nel complesso di Santo Stefano. Santa Teodosia è spesso raffigurata nell’arte, come una fanciulla con in mano una pietra, forse in ricordo della pietra, attaccata alla quale, venne gettata in mare.