Pandeleimon, conosciuto in Italia, come Pantaleone, era di Nicomedia. Suo padre si chiamava Eustorgio ed era pagano, mentre sua madre Eubola, era Cristiana, ma morì mentre Pantaleone, era un fanciullo ed egli pertanto sotto l’educazione del padre crebbe pagano. Si applicò alla medicina, con ottimi risultati, tanto che l’imperatore Massimiliano lo scelse come suo medico. Un giorno Pantaleone, si trovò a discutere con un santo sacerdote, chiamato Ermolao, il quale lodò la sua scienza ed il suo spirito e gli disse:
“Ma che vi serviranno, amico, tutte le vostre belle cognizioni, se ignorate la scienza della salute?”
Per poi spiegargli le verità principali della nostra Fede, facendogli capire, che per esser felice bisognava essere Cristiano. Poco dopo questo incontro, avvenne che Pantaleone, trovò sulla via un fanciullo morto per il morso di una vipera. Allora, ispirato da Dio, disse al fanciullo che si alzasse in nome di Gesù Cristo ed il fanciullo risorse ed egli corse subito a trovare Sant’Ermolao, dal quale si fece battezzare. Fattosi cristiano, si ripromise di fare diventare Cristiano, anche suo padre al quale un giorno gli comparve davanti con volto mesto. Il padre gli domandò la ragione di quella mestizia e Pantaleone rispose:
“Padre, le stravaganze della nostra religione mi tengono confuso. Se i nostri dei sono stati uomini, come poi son divenuti dei? All’incontro vedo che della stessa materia di cui si fanno le pentole, si fanno ancora gl’idoli. Or come dunque noi offeriamo i sacrificj a questi idoli, che non hanno occhi per vederli, mentre sono statue cieche?”
Il padre restò commosso da questo discorso, ma soprattutto dal miracolo operato da Pantaleone, che ridette la vista ad un suo paziente cieco, invocando il nome di Gesù. E con quel miracolo si convertirono e si fecero battezzare, sia il cieco, che il padre. Dopo questi fatti però Pantaleone, venne scoperto come Cristiano e denunciato all’imperatore. Massimiliano, fece chiamare il cieco e volle sapere da lui come era accaduto il fatto. Il cieco semplicemente disse come era successo e che egli perciò si era fatto Cristiano. L’imperatore tentò di persuaderlo di essere stato guarito, non da Gesù Cristo, ma dagli dei. Ed egli rispose:
“Ma come volete, principe, che gli dei diano la vista, quando essi non vedono?”
Massimiliano, sdegnato da questa risposta gli fece subito troncare la testa. Quindi fece chiamare Pantaleone e gli rimproverò la sua ingratitudine, nell’essersi fatto Cristiano, dopo che egli l’aveva colmato di onori e di ricchezze. Il Santo rispose:
Sire, non vi è di noi chi non sappia la nascita degli dei, e quindi le loro passioni e i loro delitti. E come possiamo questi uomini empj adorar come dei? Principe, uno è il solo vero Dio, ed è il Dio de’ Cristiani. Facciamo qui la sperienza alla presenza vostra della Verità della Fede.
L’imperatore decise di mettere alla prova Pantaleo e si fece condurre un infermo, affetto da un morbo incurabile. I pagani, si impegnarono in sacrifici ed orazioni, ma l’infermo restò tale. San Pantaleone, invece fece il segno della Croce, sull’infermo in nome di Gesù Cristo, ed egli subito venne guarito e cominciò a gridare:
“Son sano, son sano, non vi è altro Dio che il Dio de’ Cristiani.”
L’imperatore gridò invano:
“Incantesimo! Magia!”
La maggior parte dei presenti, infatti, si convertì, lodando la potenza di Gesù Cristo. Massimiliano, inasprito da tutto questo, fece condurre Pantaleone, in una piazza, facendolo lacerare da ferri, per poi fargli bruciare le piaghe con torce accese. Quindi lo fece buttare in una caldaia di piombo liquefatto, ma il Santo, rimase illeso da tali supplizi. Quindi l’imperatore lo fece gettare in mare con una pietra di molino legata al collo, ma il Santo uscì dal mare sano e salvo. Prova allora, a farlo legare ad un albero di ulivo per trafiggerlo colle spade, ma il loro ferro diventa molle come cera. A quel punto gli fa troncare la testa e San Pantaleone muore. L’imperatore se la prese poi con Sant’Ermolao, che si pose in orazione, facendo venire un terremoto che fece cadere tutti gli idoli della città. Massimiliano non sapendo più che fare, fece subito decapitare, anche Sant’Ermolao. Le reliquie di San Pantaleone vennero trasportate prima a Costantinopoli e da lì, in Francia. Dalla testa di San Pantaleone, uscì sangue e latte, tanto che, nella città di Ravello, si conserva un vaso del suo sangue, che ogni anno si liquefa e si vede asperso di sopra con latte.