La mantide religiosa, il pavone e la volpe…

I monaci, un giorno chiesero ad Abba Efisio, di raccontare loro una storia… Efisio cominciò: “C’era una volta, nel pittoresco villaggio di Veritàville, una mantide religiosa di nome Patriarca. Patriarca era noto per il suo portamento maestoso e il suo fascino innato, ma anche per il fatto che si era “promesso” ben tre volte, proclamando ogni volta che sarebbe stato “per sempre”. Tuttavia, il “per sempre” di Patriarca sembrava sempre durare meno del previsto. Un giorno, Patriarca incontrò Primate, un pavone dal piumaggio sfavillante, famoso per le sue prediche sulla virtù e sulla moralità. Tuttavia, dietro le quinte, Primate non era così impeccabile come voleva far credere: amava appropriarsi dei frutti degli alberi altrui, sostenendo che fosse un gesto “per il bene comune”. Nessuno, però, era a conoscenza di questo dettaglio… tranne Cancelliere, una volpe astuta, che aveva un talento naturale per raccontare storie. Cancelliere, però, non si limitava alla verità: spesso le sue storie erano abbellimenti fantasiosi per suscitare ammirazione. Una sera, i tre si incontrarono sotto il grande albero della saggezza ed iniziarono a discutere su chi fosse il più rispettabile. Patriarca, con le sue lunghe zampe elegantemente incrociate, disse: “Sono io il più rispettabile! Seguo sempre il mio cuore, anche se a volte mi porta a cambiare idea.” Primate, gonfiando il petto, ribatté: “No, sono io il più rispettabile! Insegno agli altri come condurre una vita virtuosa.” Cancelliere, con un sorrisetto furbo, aggiunse: “E io sono il più rispettabile perché… beh, tutti credono alle mie storie!”
Mentre le voci si facevano sempre più alte, una vecchia tartaruga di nome Verità si avvicinò lentamente e disse con calma: “Cari amici, il rispetto non si guadagna con le parole o con le apparenze, ma con azioni sincere. Patriarca, segui il tuo cuore, ma sii chiaro e onesto con te stesso e con gli altri. Primate, pratica ciò che predichi e lascia che le tue azioni parlino per te. E Cancelliere, ricorda che la verità, anche se semplice, ha una forza ineguagliabile.”
Le parole di Verità colpirono profondamente i tre. Da quel giorno, Patriarca cercò di essere più trasparente nelle sue relazioni, Primate smise di giustificare i suoi comportamenti e iniziò a coltivare il proprio giardino, e Cancelliere scoprì che raccontare storie vere poteva essere altrettanto coinvolgente e apprezzato. E così, a Veritàville, tutti impararono che la sincerità e l’integrità erano i veri segreti per conquistare il rispetto.”

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