Un detto di Padre Efisio

Due regnanti della terra si recarono da Abba Efisio per chiedere cosa pensasse della guerra che ormai imperversava in tutto il mondo. Abba Efisio raccontò loro una storia…”C’era una volta un gruppo di asini che vivevano in una grande fattoria. Un giorno, un giovane asino rifiutò di mangiare, il suo corpo si indebolì, le sue orecchie si abbassarono e quasi cadde a terra. Suo padre, preoccupato per il suo stato sempre più grave, decise di parlargli per capire cosa stesse accadendo. “Figlio mio, cosa ti succede? Ti ho portato la migliore orzo, ma rifiuti di mangiarlo. Dimmi, cos’hai? Ti tormenta qualcuno?”
Il giovane asino alzò lentamente la testa e rispose: “Sì, padre… la gente.” Il padre, sorpreso, chiese: “Cosa c’è che non va nella gente, figlio mio?” Il giovane rispose con voce piena di amarezza: “Ci deridono, padre. Quando uno di loro fa qualcosa di stupido, lo chiamano ‘asino’. Ma davvero siamo così? Loro danno il nostro nome agli sciocchi, ma noi non siamo stupidi. Lavoriamo senza sosta, capiamo e proviamo sentimenti.” Il padre asino ascoltò con pazienza, poi scosse le orecchie e con un sorriso disse: “Figlio mio, gli esseri umani sono stati creati con intelligenza, ma spesso la usano male e finiscono per farsi del male da soli. E, purtroppo, ci coinvolgono nei loro errori. Dimmi, hai mai visto un asino rubare il denaro del proprio fratello? Hai mai visto un asino tormentare un altro solo perché è più debole o perché non gli piace ciò che dice? Hai mai visto un asino discriminare un altro per il colore, il genere o la lingua? Hai mai sentito di una ‘cumbre di asini’ che non sa perché è stata convocata? Hai mai sentito di asini americani che pianificano di uccidere asini arabi per avere più orzo? Hai mai visto un asino spiare per un paese straniero e complottare contro i suoi simili.
Hai mai visto un asino dividere la propria famiglia per motivi religiosi o politici? No, figlio mio. Non hai mai sentito di simili crimini tra gli asini, perché non appartengono al nostro mondo! Gli esseri umani hanno dimenticato la loro saggezza e non agiscono più secondo essa. Ma tu, figlio mio, usa il tuo cervello da asino e porta con orgoglio la testa alta, come me e tua madre. Sei un asino, figlio di un asino, e devi esserne fiero!” Il giovane asino, colpito dalle parole del padre, iniziò a mangiare il suo orzo, dicendo con determinazione: “Sì, padre! Continuerò a essere come te. Sarò fiero di essere un asino, figlio di un asino. Non mi lascerò corrompere dalla malvagità, rimarrò un asino… forse un po’ testardo, ma mai sciocco!”

Lascia un commento