18 Maggio 2025 + Giovanni 4 5,42 +

Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, ecco il Santo Evanghelion di oggi, secondo il Rito Ortodosso + Giovanni 4 5,42 + : “In quel tempo, Gesù, giunse ad una città della Samaria chiamata Sichàr, vicina al terreno che Giacobbe, aveva dato a Giuseppe suo figlio: là c’era la sorgente di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Esegesi:

Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, oggi il Vangelo ci narra di come il Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, abbia convertito un’intera città senza compiere nessun miracolo, se non quello di leggere nel cuore e nella vita della samaritana, cogliendone le inquietudini ed annullando le distanze di Fede tra due popoli. I samaritani, infatti, cercavano Dio presso quella fonte, i giudei a Gerusalemme, come se Dio, abitasse in un solo luogo quando, invece la sua presenza pervade tutto l’universo creato. Ecco Carissimi Fratres e Carissime Sorores in Cristo, dobbiamo imparare a non dare confini geografici, nè di alcun altro genere a Dio, perchè, così facendo, ci allontaniamo da lui. Per quale motivo, infatti, Dio, dovrebbe venirci ad aiutare o salvare, se non comprendiamo la sua presenza, nel nostro qui ed ora ovunque noi siamo? Ma nel Vangelo di oggi, Gesù ci dà un altro insegnamento. Quando parla ai Discepoli, che gli chiedono se ha fame, infatti alla sua risposta, di mangiare un cibo a loro sconosciuto, essi pensano che qualcuno gli abbia portato da mangiare, senza capire che il cibo di cui Egli parla, è spirituale e non materiale, così come l’acqua della quale parla con la samaritana. Approfitto quindi per ricordarvi come nella versione primitiva del Pater Noster, vi fosse la formula: “…dacci oggi il nostro pane quotidiano soprasostanziale” che significa non solo, ciò di cui abbiamo bisogno in questo mondo, cosa che Egli conosce benissimo, ma soprattutto la forza spirituale, necessaria ad affrontare le asperità della vita umana ed a permetterci di restare in contatto con Dio. Aggiungiamo quindi questa parola “soprasostanziale” quando recitiamo il Padre Nostro e saremo ancor più connessi a Dio Padre, a Gesù ed allo Spirito Santo, nei cui Nomi nell’augurarvi buona domenica, vi benedico + + + Padre Luca Cancelliere della Chiesa Ortodossa in Italia

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