Martedì 6 maggio 2025 San Giorgio il Tropeoforo, Megalomartire

Si tratta di uno dei più venerati Santi Martiri, della Chiesa, tanto da avere il titolo di Megalomartire. Della storia della sua vita non si hanno molte notizie ma sappiamo che nacque nel III secolo in Cappadocia, nell’Asia Minore, in una famiglia profondamente Cristiana. Divenuto adulto si arruolò nell’esercito romano, dove brillò per coraggio e capacità. Quando Diocleziano (284-305) decise di intensificare le persecuzioni contro i Cristiani egli, con parole audaci, dichiarò pubblicamente la sua Fede e per questo venne imprigionato e crudelmente torturato. Malgrado tutto, sorretto proprio dalla Fede in Cristo, sopravvisse, mostrando a molti la verità, della sua Fede. Tra le conversioni da lui operate è da ricordare quella di Alessandra la moglie dell’imperatore. Infine il Santo, morì decapitato, probabilmente nell’anno 303 a Lydda. Per quanto riguarda la leggenda dell’uccisione del drago, a lui associata, essa è di origine nordeuropea e venne aggiunta, alla sua agiografia solo nel medioevo, facendo da allora identificare San Giorgio con un eroico cavaliere. Ma vediamo alcuni dettagli di questa leggenda agiografica su San Giorgio. Si narra che la città di Silene, in Libia, fosse perseguitata da un drago, il quale pretendeva che ogni giorno gli venisse dato in pasto un giovane del luogo. La popolazione scelse di estrarre a sorte ogni volta, la vittima sacrificale, fino a quando non venne estratta la giovane figlia del re, che per questo fu consegnata al drago. Proprio in quel momento passò di là, il giovane cavaliere Giorgio, che volle salvare la principessa e per questo affrontò il drago e lo ferì, trafiggendolo con la sua lancia, poi chiese alla principessa di avvolgere la sua cintura al collo del drago ed ecco che il drago cominciò a seguirla come un cagnolino. Tornati in città, gli abitanti rimasero atterriti dalla scena, ma san Giorgio, li rassicurò, dicendo loro di non temere perché Dio stesso, lo aveva mandato e che se avessero creduto in Cristo, avrebbe ucciso il drago. Fu così che tutti si convertirono ed il cavaliere uccise il mostro. Ecco quindi, come nella tradizione popolare San Giorgio divenne colui che sconfisse il drago, simbolo del male, per salvare la principessa, simbolo della Chiesa.

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